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Sistema integrato delle comunicazioni - SIC

L'Autorità procede annualmente, attraverso gli strumenti di cui si è dotata, ed in particolare per mezzo dell'Informativa Economica di Sistema, alla valorizzazione delle dimensioni economiche del Sistema Integrato delle Comunicazioni e, da ultimo, con la delibera n. 10/17/CONS, ha concluso il procedimento relativo all'anno 2015.

Le competenze dell'Autorità nell'ambito del SIC sono dettate dall'articolo 43 del Decreto legislativo 31 luglio 2005 n. 177 (Testo unico della radiotelevisione), come riformato dal Decreto legislativo 15 marzo 2010 n. 44 (Decreto Romani), che ne ha, tra l'altro, modificato la denominazione in Testo unico dei servizi di media audiovisivi e radiofonici (TUSMAR).

La norma recita, al comma 9, che "[f]ermo restando il divieto di costituzione di posizioni dominanti nei singoli mercati che compongono il sistema integrato delle comunicazioni, i soggetti tenuti all'iscrizione nel registro degli operatori di comunicazione costituito ai sensi dell'articolo 1, comma 6, lettera a), numero 5), della legge 31 luglio 1997, n. 249, non possono né direttamente, né attraverso soggetti controllati o collegati ai sensi dei commi 14 e 15, conseguire ricavi superiori al 20 per cento dei ricavi complessivi del sistema integrato delle comunicazioni."

La necessità di verificare il rispetto del suddetto limite del 20% impone all'Autorità di procedere ogni anno alla valorizzazione economica del Sistema Integrato delle Comunicazioni.

Quindi, dall'introduzione di tale norma, si sono succedute le seguenti valorizzazioni del SIC:

L'Autorità ha inoltre provveduto ad individuare ed analizzare i singoli mercati che compongono il Sistema Integrato delle Comunicazioni, da ultimo con delibera n. 555/10/CONS nell'ambito della quale l'applicazione di una rigorosa metodologia basata su consolidati strumenti antitrust e di tutela del pluralismo dell'informazione per l'analisi della sostituibilità fra i diversi mezzi di comunicazione, nonché la considerazione della più recente giurisprudenza, hanno consentito di identificare i seguenti mercati rilevanti:

  1. Televisione in chiaro
  2. Televisione a pagamento
  3. Radio
  4. Quotidiani
  5. Periodici

Inoltre, in considerazione dell'assoluta valenza di internet ai fini del pluralismo, l'Autorità, nelle proprie conclusioni, ha ritenuto necessario sollecitare un intervento del legislatore volto a ridefinire le aree economiche rilevanti ai fini della tutela del pluralismo, includendo appunto il web nella sua interezza ed escludendo invece mercati non pertinenti (quali l'annuaristica e il below the line).

Il legislatore ha parzialmente accolto tali istanze e ha inciso sul menzionato articolo 43 del Tusmar, prevedendo all'art. 3, comma 5-bis, della legge n. 103 del 2012 che: "[a]ll'articolo 43, comma 10, del testo unico dei servizi di media audiovisivi e radiofonici, di cui al decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177, dopo le parole: «dall'editoria elettronica e annuaristica anche per il tramite di internet» sono inserite le seguenti: «, da pubblicità on line e sulle diverse piattaforme anche in forma diretta, incluse le risorse raccolte da motori di ricerca, da piattaforme sociali e di condivisione»".

A partire quindi, dal procedimento di valutazione delle dimensioni economiche del SIC riferito all'anno 2012, l'Autorità ha proceduto a rilevare (attraverso l'Informativa Economica di Sistema) ed includere nella valorizzazione la raccolta pubblicitaria on line.

L'Autorità procede annualmente, attraverso gli strumenti di cui si è dotata, ed in particolare per mezzo dell'Informativa Economica di Sistema, alla valorizzazione delle dimensioni economiche del Sistema Integrato delle Comunicazioni e, da ultimo, con la delibera n. 10/17/CONS, ha concluso il procedimento relativo all'anno 2015.

Le competenze dell'Autorità nell'ambito del SIC sono dettate dall'articolo 43 del Decreto legislativo 31 luglio 2005 n. 177 (Testo unico della radiotelevisione), come riformato dal Decreto legislativo 15 marzo 2010 n. 44 (Decreto Romani), che ne ha, tra l'altro, modificato la denominazione in Testo unico dei servizi di media audiovisivi e radiofonici (TUSMAR).

La norma recita, al comma 9, che "[f]ermo restando il divieto di costituzione di posizioni dominanti nei singoli mercati che compongono il sistema integrato delle comunicazioni, i soggetti tenuti all'iscrizione nel registro degli operatori di comunicazione costituito ai sensi dell'articolo 1, comma 6, lettera a), numero 5), della legge 31 luglio 1997, n. 249, non possono né direttamente, né attraverso soggetti controllati o collegati ai sensi dei commi 14 e 15, conseguire ricavi superiori al 20 per cento dei ricavi complessivi del sistema integrato delle comunicazioni."

La necessità di verificare il rispetto del suddetto limite del 20% impone all'Autorità di procedere ogni anno alla valorizzazione economica del Sistema Integrato delle Comunicazioni.

Quindi, dall'introduzione di tale norma, si sono succedute le seguenti valorizzazioni del SIC:

L'Autorità ha inoltre provveduto ad individuare ed analizzare i singoli mercati che compongono il Sistema Integrato delle Comunicazioni, da ultimo con delibera n. 555/10/CONS nell'ambito della quale l'applicazione di una rigorosa metodologia basata su consolidati strumenti antitrust e di tutela del pluralismo dell'informazione per l'analisi della sostituibilità fra i diversi mezzi di comunicazione, nonché la considerazione della più recente giurisprudenza, hanno consentito di identificare i seguenti mercati rilevanti:

  1. Televisione in chiaro
  2. Televisione a pagamento
  3. Radio
  4. Quotidiani
  5. Periodici

Inoltre, in considerazione dell'assoluta valenza di internet ai fini del pluralismo, l'Autorità, nelle proprie conclusioni, ha ritenuto necessario sollecitare un intervento del legislatore volto a ridefinire le aree economiche rilevanti ai fini della tutela del pluralismo, includendo appunto il web nella sua interezza ed escludendo invece mercati non pertinenti (quali l'annuaristica e il below the line).

Il legislatore ha parzialmente accolto tali istanze e ha inciso sul menzionato articolo 43 del Tusmar, prevedendo all'art. 3, comma 5-bis, della legge n. 103 del 2012 che: "[a]ll'articolo 43, comma 10, del testo unico dei servizi di media audiovisivi e radiofonici, di cui al decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177, dopo le parole: «dall'editoria elettronica e annuaristica anche per il tramite di internet» sono inserite le seguenti: «, da pubblicità on line e sulle diverse piattaforme anche in forma diretta, incluse le risorse raccolte da motori di ricerca, da piattaforme sociali e di condivisione»".

A partire quindi, dal procedimento di valutazione delle dimensioni economiche del SIC riferito all'anno 2012, l'Autorità ha proceduto a rilevare (attraverso l'Informativa Economica di Sistema) ed includere nella valorizzazione la raccolta pubblicitaria on line.