Piattaforme online sempre più centrali: per la prima volta Alphabet/Google in testa (12,4%), seguono Rai (12%) e Meta/Facebook (9,7%)
Nella seduta del 21 ottobre, l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha accertato il valore economico complessivo del Sistema Integrato delle Comunicazioni (Sic) per l’anno 2024, come previsto dal TUSMA (decreto legislativo 8 novembre 2021, n. 208).
Il Sic è stimato in 21,8 miliardi di euro, pari allo 0,99% del PIL, in crescita del 6,9% rispetto all’anno precedente, un incremento superiore a quello dell’economia nazionale nel suo complesso.
La crescita è trainata soprattutto dalla pubblicità online che, con quasi 8 miliardi di euro (36,6% del Sic) e un incremento del 12,6%, si conferma la prima fonte di ricavo del sistema e amplia ulteriormente il divario rispetto alla raccolta pubblicitaria sui mezzi tradizionali, anch’essa in aumento (5,2 miliardi di euro, +3,4%). Crescono inoltre i ricavi da offerte televisive a pagamento satellitari e online, da editoria elettronica, da box office e dal complesso delle entrate da fondi pubblici, mentre si riducono quelli derivanti dalla pubblicità e dalla vendita di copie e collaterali dell’editoria quotidiana e periodica, dalle agenzie di stampa a carattere nazionale e dall’home video.
Quanto alla distribuzione delle risorse tra i diversi operatori, nel provvedimento l’Autorità ha dato evidenza di coloro che hanno conseguito ricavi almeno pari all’1% del totale (Tabella 1). È emerso che, analogamente all’anno precedente, nessuno degli operatori nel 2024 realizza ricavi superiori alla soglia del 20%; i primi due si attestano su valori superiori al 10%; gli operatori che superano la soglia dell’8%, pur rimanendo al di sotto del 10%, sono tre.
I soggetti con quote almeno pari all’1% restano dodici, gli stessi dell’ultimo biennio, pur con alcuni avvicendamenti nelle posizioni, e rappresentano congiuntamente, con 15,4 miliardi di euro, il 71% delle risorse complessive.
In questo contesto, per la prima volta una piattaforma online detiene la quota più elevata del Sic: Alphabet/Google, con il 12,4% delle risorse complessive, in crescita di 0,7 punti percentuali rispetto al 2023, precede Rai, che scende al secondo posto, con una quota del 12% (-0,3 punti percentuali). Meta/Facebook, con il 9,7% del totale e una crescita di 1,1 punti percentuali (l’incremento più ampio tra i principali operatori), sale dalla quinta alla terza posizione, superando i gruppi Comcast/Sky e Fininvest, con quote rispettivamente del 9,4% (+0,1 punti percentuali) e del 9,2% (-0,2 punti percentuali). Continua a crescere il peso delle altre piattaforme online: Amazon, Netflix e DAZN si collocano al sesto, settimo e nono posto, con un’incidenza dei propri ricavi rispettivamente del 4,9%, 3,5% e 2,5%.
Tabella 1: Principali soggetti operanti nel Sic (% sul totale: 2024)
| Incidenza sul totale Sic | Variazione p.p. 2023- 2024 | |
| Alphabet/Google | 12,4% | +0,7 |
| Rai | 12,0% | -0,3 |
| Meta/Facebook | 9,7% | +1,1 |
| Comcast/Sky | 9,4% | +0,1 |
| Fininvest | 9,2% | -0,2 |
| Amazon | 4,9% | +0,5 |
| Netflix | 3,5% | +0,2 |
| Cairo Communication | 3,0% | -0,2 |
| DAZN | 2,5% | +0,1 |
| GEDI Gruppo Editoriale | 1,8% | -0,4 |
| Warner Bros. Discovery | 1,2% | +0,04 |
| Telecom Italia | 1,2% | +0,1 |
| Altri | 29,2% | -1,5 |
| Totale | 100,0% |
Sotto il profilo della composizione del Sic, considerando le aree di attività economica (Tabella 2), si conferma il ruolo prevalente dei servizi di media audiovisivi, radiofonici e di piattaforma di condivisione di video a pagamento che, con quasi 9,5 miliardi di euro (+6,8%), assorbono il 44% delle risorse economiche complessive, una quota sostanzialmente invariata rispetto al 2023. All’interno dell’area, crescono sia i servizi di media audiovisivi in chiaro (poco meno di 5 miliardi di euro, +4,4%), grazie all’aumento della raccolta pubblicitaria e delle risorse pubbliche, sia i servizi a pagamento (3,9 miliardi di euro, +11,3%), trainati dalla componente online (+15,3%) e dal ritorno alla crescita delle offerte satellitari (+5,8%) dopo anni di contrazione. La radio, con il 7% dei ricavi dell’area, registra invece una lieve flessione (-0,4%), riconducibile principalmente alla riduzione delle risorse pubbliche.
Segue, con una rilevanza sempre maggiore nella composizione del Sic (38%), l’area economica dell’editoria elettronica e della pubblicità online, con un valore di 8,2 miliardi di euro (+12,3%) trainato dalla pubblicità online, che rappresenta il 97% del comparto.
L’editoria tradizionale (quotidiani, periodici e agenzie di stampa), con 2,8 miliardi di euro, conferma la terza posizione, ma la sua incidenza sul Sic scende al 13% (-1,5 punti percentuali): la contrazione delle entrate del 3,9% riflette la crisi strutturale del settore, che interessa tanto la vendita di copie quanto la raccolta pubblicitaria.
Completano il quadro la pubblicità esterna, che vale 739 milioni di euro (+3,4%) con un’incidenza del 3,4% sul Sic, e il cinema, che scende a 512 milioni di euro (-2,0%).
Tabella 2: Composizione del valore economico del Sic
| Aree di attività | Mln € | Incidenza sul totale | |||
| 2023 | 2024 | 2023 | 2024 | ||
| Servizi di media audiovisivi, radiofonici e di piattaforma di condivisione di video a pagamento | 8.886 | 9.487 | 43,6% | 43,5% | |
| Editoria elettronica e pubblicità online | 7.329 | 8.231 | 35,9% | 37,8% | |
| Editoria quotidiana, periodica e agenzie di stampa | 2.935 | 2.820 | 14,4% | 12,9% | |
| Pubblicità esterna | 715 | 739 | 3,5% | 3,4% | |
| Cinema | 523 | 512 | 2,6% | 2,4% | |
| TOTALE SIC | 20.388 | 21.790 | 100,0% | 100,0% | |