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Data di pubblicazione

L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni pubblica oggi l’Osservatorio sulle Comunicazioni aggiornato al primo trimestre 2026.

 

L’ANDAMENTO DEI MERCATI

Sulla base dei dati elaborati dall’Autorità in occasione della pubblicazione della Relazione Annuale 2026 sull’attività svolta e sui programmi di lavoro, si evidenzia che il valore complessivo delle aree economiche di interesse dell’Autorità (comunicazioni elettroniche, televisione in chiaro e a pagamento, radio, editoria quotidiana e periodica, pubblicità online, servizi di corrispondenza e consegna pacchi) è valutabile, a fine 2025, in 58,84 miliardi di euro, in crescita su base annua del 3,4% e dell’11,2% con riferimento al 2021 (anno d’inizio del periodo analizzato) che si riflette in una variazione complessiva pari a 1,93 miliardi di euro su base annua, e di 5,91 miliardi di euro rispetto al 2021.

Negli ultimi cinque anni (2021-2025), le risorse delle comunicazioni elettroniche sono cresciute di circa 1,68 miliardi di euro (da 27,85 a 29,53 miliardi di euro), frutto di una dinamica che ha visto crescere i ricavi da rete fissa (+20% nel periodo considerato) in contrapposizione alla riduzione di quelli da rete mobile (-11,4%); da rilevare che su base annua si registra una crescita delle risorse dell’intero comparto del 4,5%. La spesa finale della clientela residenziale e affari nel 2025 è cresciuta dell’1,1% su base annua e del 4,3% rispetto al 2020.

Tra il 2021 ed il 2025 i ricavi della televisione crescono, nel complesso, di circa 910 milioni di euro  (da 8,02 nel 2021 a 8,93 miliardi di euro nel 2025). 

Le risorse della radio (circa 630 milioni nel 2025) non mostrano mutamenti significativi, mentre quelle dell’editoria quotidiana e periodica si sono ridotte, nell’intero periodo considerato, di circa 550 milioni di euro (da 3,04 a 2,48 miliardi di euro, -18,2%).

Nello stesso arco di tempo, il valore della pubblicità online è cresciuto a ritmo sostenuto, passando da 5,54 miliardi di euro stimati per il 2021 a 8,42 miliardi di euro nel 2025, con la componente ascrivibile alle sole piattaforme valutabile nel 2025 in circa 7,37 miliardi di euro (in crescita del 7,1% su base annua e del 63,7% rispetto al valore del 2021).

Il settore postale nel suo complesso nel 2025, raggiungendo un valore di 8,84 miliardi di euro, è cresciuto del 2,9% rispetto al 2024 e dell’11,9% rispetto al 2021. I servizi di corrispondenza nell’intero periodo esaminato evidenziano una leggera riduzione dei ricavi pari al 2,7% (da 1,76 a 1,71 miliardi di euro), mentre quelli ascrivibili ai servizi di consegna pacchi sono cresciuti del 16,1% (da 6,14 stimati nel 2021 a 7,13 miliardi di euro nel 2025). I ricavi relativi alle attività domestiche (mittente e destinatario nazionali) nell’intero periodo considerato hanno registrato un incremento del 12,2% (da 5,80 a 6,51 miliardi di euro), simile a quelle transfrontaliere che hanno visto una crescita dell’11,0% (da 2,10 a 2,33 miliardi di euro).

 

Key data – I mercati di competenza dell’Autorità

       Variazione (mld €) Variazione (%)
Mld. di €20212022202320242025 2025/242025/21 2025/242025/21
Comunicazioni elettroniche27,8526,9427,1028,2529,53 1,281,68 +4,5+6,0
Media (TV-Radio-Editoria)11,6411,6611,7012,1212,05 -0,070,41 -0,6+3,5
Pubblicità online5,546,317,087,948,42 0,472,88 +6,0+52,0
Corrispondenza e pacchi7,908,158,438,598,84 0,250,94 +2,9+11,9
Totale52,9353,0654,3156,9058,84 1,935,91 +3,4+11,2

 

Fonte: elaborazioni e stime su dati aziendali

 

 

COMUNICAZIONI ELETTRONICHE

A marzo 2026 nella rete fissa gli accessi complessivi si attestano intorno ai 20,45 milioni di linee, stabili rispetto al trimestre precedente e in leggere crescita (+0,6%) su base annua.

Le linee in rame si sono ridotte di circa 171 mila unità su base trimestrale e di poco meno di 619 mila rispetto al marzo 2025, mentre rispetto a marzo 2022 sono diminuite di poco più di 3 milioni di unità.

Pur se in flessione su base annua (-829 mila linee), gli accessi FTTC rappresentano il 39,7% della base clienti complessiva. Gli accessi FTTH crescono su base trimestrale di circa 309 mila unità e di 1,22 milioni su base annua mentre, rispetto a marzo 2022, l’incremento è di poco superiore ai 4 milioni di linee. In aumento (circa 314 mila unità su base annua) risultano anche le linee Fixed Wireless Access che, alla fine dello scorso marzo, risultavano stimate in circa 2,73 milioni di accessi.

Le linee broadband e ultrabroadband complessive sono stimate in circa 19,37 milioni di unità. Analizzando nel dettaglio la loro composizione, emerge che le linee DSL risultano in riduzione sia su base annua, di circa 344 mila unità, sia su base trimestrale (-99 mila unità). Per quanto riguarda le linee offerte tramite altre tecnologie, si registra una crescita su base annua di 743 mila unità per un volume pari a 18,4 milioni di linee a marzo 2026.

Le dinamiche illustrate indicano un ulteriore aumento delle prestazioni in termini di velocità di connessione commercializzata rispetto ai periodi precedenti: il peso delle linee con velocità pari o superiori ai 100 Mbit/s è salito, tra marzo 2022 e marzo 2026, dal 63,4% all’85,1%. 
 Si evidenzia la crescita del peso delle linee commercializzate con capacità trasmissiva ≥1GB/s, passato, nello stesso periodo di tempo, dal 13,7% al 37,6%. 

Continua la crescita del consumo di dati: in termini di volume complessivo, il traffico medio giornaliero nel corso del primo trimestre del 2026 ha segnato un’ulteriore crescita del 15,4% rispetto al 2025, mentre rispetto al corrispondente valore del 2022 la crescita è stata del 56,6%. Ciò si riflette sul traffico giornaliero per linea broadband; i dati unitari di consumo per i primi tre mesi del 2026, infatti, sono aumentati del 52,7% rispetto al 2022, passando da 7,63 a 11,66 GB per linea in media al giorno.

Per ciò che riguarda gli accessi broadband e ultrabroadband, a fine marzo 2026, TIM si conferma il maggiore operatore con il 32,6% degli accessi, seguito da Fastweb+Vodafone con il 28,7% e da Wind Tre con il 14,7%; seguono Sky Italia (4,7%), Eolo (3,6%), Iliad (2,8%) e Tiscali (2,6%). Tra i principali player presenti sul mercato, Iliad e Sky Italia sono quelli che hanno mostrato, su base annua, il maggiore dinamismo guadagnando rispettivamente 0,7 e 0,6 punti percentuali. In crescita (+1,5 punti percentuali) anche gli operatori di minori dimensioni, che si valuta rappresentino circa il 10,5% del mercato delle linee broadband e ultrabroadband.

Relativamente al segmento delle linee in fibra (FTTH), complessivamente in crescita del 19,7% rispetto a marzo 2025, l’operatore Fastweb+Vodafone detiene il primo posto con il 28,7% degli accessi, seguito da TIM (27,1%), Wind Tre (15.6%), Iliad (7,3%), Sky Italia (6,3%), Enel Energia (3,1%) e Tiscali (2,0%).

Nella rete mobile, a fine marzo 2026, le sim attive (Human e M2M) sono stimate in poco più di 111 milioni: su base trimestrale, le sim M2M crescono di 120 mila unità, mentre quelle Human (cioè, “solo voce”, “voce+dati” e “solo dati” che prevedono iterazione umana) restano stabili.

Le sim Human sono rappresentate per l’85,3% da utenze residenziali, mentre, con riferimento alla tipologia di contratto, poco più del 91% dei casi ricade nella categoria di sim “prepagata”.

Relativamente alle sim complessive, Fastweb+Vodafone è l’operatore leader di mercato con il 30,3%, seguito da TIM (25,1%), Wind Tre (24,0%), Iliad (11,4%), PostePay (4,0%), Coop Voce (2,1%) e Lyca Mobile (1,0%).

Considerando il solo segmento delle sim “human”, Fastweb+Vodafone è il principale operatore con il 25,2%, seguito da Wind Tre (23,6%), da TIM (22,3%) e Iliad che, con una crescita di 1,0 punti percentuali su base annua, raggiunge il 16,1%; con quote inferiori seguono PostePay (5,6%), Coop Voce (3,0%) e Lyca Mobile (1,4%).

Sono valutabili in circa 61,3 milioni le sim “human” che hanno prodotto traffico dati nel corso del primo trimestre 2026. Il traffico dati giornaliero per sim “human” continua la sua crescita; su base annua del 19,3% e di poco meno del 90% rispetto al 2022. Pertanto, a marzo 2026 il consumo medio unitario giornaliero è stimabile in circa 1,10 GB.

 

Key data – Comunicazioni elettroniche 

        Variazione %
 cfr slidemar-22mar-23mar-24mar-25mar-26 '26/'25'26/'22
Rete fissa         
     Linee complessive (mln)1.120,2520,2820,2420,3320,45 0,61,0
       -   di cui BB/UBB (mln)1.218,9019,0119,1218,9719,37 2,12,5
Rete mobile         
   SIM complessive (mln)1.7106,47107,64109,22110,06111,32 1,14,6
      - di cui "human" (mln)1.778,0178,4078,1178,8878,89 0,01,1
Traffico dati (medio giornaliero)         
   - per linea broadband (GB)1.57,638,389,4110,3211,66 12,952,7
   - per sim "human" (GB)1.110,580,730,830,921,10 19,388,5

Fonte: elaborazioni e stime Agcom su dati aziendali

 

 

TELEVISIONE 

Nel settore televisivo gli ascoltatori che hanno fruito di un contenuto su qualsiasi schermo tradizionale e digitale nel giorno medio del primo trimestre 2026 evidenziano una flessione rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, sia considerando il “prime time (20:30-22:30)” (-1,4%), sia prendendo in esame l’“intero giorno” (-1,6%) A partire da questa edizione dell’Osservatorio, i dati si riferiscono alla Total Audience [1],che misura gli ascolti relativi ai contenuti televisivi fruiti, in casa e fuori casa, sia attraverso i televisori tradizionali (collegati alla rete digitale terrestre e satellitare), sia tramite dispositivi digitali connessi ad Internet (Tablet, Smartphone, Smart TV, PC, Set-Top-Box, Mini-Set-Top-Box, Game Console, etc). La rilevazione include la visione in diretta (live), quella in differita entro la stessa giornata della messa in onda (cd. VOSDAL -Viewed On Same Day As Live, ossia contenuti pre-registrati, o messi in pausa, o ‘riavvolti’, ma visti, entro il medesimo giorno); nonché la visione in modalità on demand (VOD). Ampliando l’arco temporale dell’analisi, emerge una riduzione ancora più evidente della platea televisiva tradizionale. In particolare, confrontando il 2026 con il 2024, si riscontra una dinamica di segno negativo degli ascolti nel giorno medio sia nel prime time (-567 mila telespettatori; -2,6%), sia nell’intera giornata (-296 mila telespettatori; -3,2%).

L’analisi dei telespettatori riconducibili ai singoli operatori evidenzia, in entrambe le fasce orarie considerate, la medesima graduatoria: Rai al primo posto, seguita da Mediaset, Warner Bros. Discovery, Comcast/Sky e Cairo Communication/La7. A fronte di tale continuità nel posizionamento competitivo, le variazioni su base annua mostrano tuttavia andamenti differenziati, e in alcuni casi di segno opposto, tra prime time e intera giornata. Nel dettaglio, nella fascia oraria del “prime time”, Rai si colloca al primo posto in termini di spettatori, pari, nel primo trimestre 2026, a circa 8,1 milioni (38,5% di share), con un andamento in riduzione rispetto allo stesso periodo del 2025 (-6,5%) che si riflette sulla share (-2,1 punti percentuali). Diversamente per Mediaset, seguito da 8 milioni di telespettatori medi che rappresentano il 38,4% del complesso del pubblico televisivo, si riscontra una dinamica crescente rispetto al 2025 (+8,8%; pari a +3,6 p.p. di share). Stabile al terzo posto troviamo WB/Discovery che ottiene 1,5 milioni di telespettatori in media (-15,3% rispetto ai primi tre mesi dell’anno precedente); seguito da Comcast/Sky i cui ascolti (1,4 milioni di individui) mostrano una contrazione rispetto all’anno precedente (-3,7%). Infine, Cairo Communication/La 7, con 1,3 milioni di telespettatori nel giorno medio del 2026, registra un aumento di circa 40 mila telespettatori rispetto al 2025 (+3%).

Considerando gli spettatori nel giorno medio del primo trimestre del 2026 riferiti all’intera giornata, si osserva al primo posto Rai con 3,5 milioni di telespettatori corrispondente ad una share del 38,7% e una dinamica in lieve aumento rispetto allo stesso periodo del 2025 (+0,1% di ascolti). Mediaset, con 3,4 milioni di individui in media al giorno, pari al 37,2% del pubblico complessivo, presenta invece una flessione rispetto ai primi tre mesi dell’anno precedente (circa 41 mila telespettatori, -1,2%). Seguono Warner Bros. Discovery (con 700 mila spettatori; 7,8% di share) e Comcast/Sky (seguito da oltre 623 mila spettatori e una quota del 6,9% del pubblico televisivo), con una contrazione rispettivamente pari al -7,7% e al -1,4%. In controtendenza, con 422 mila telespettatori raggiunti e una share del 4,7%, troviamo Cairo Communication/La7 che cresce del 2,3% rispetto al 2025.

Ampliando l’arco temporale dell’analisi, tra 2024 e il 2026 tutti gli editori registrano una contrazione del proprio pubblico nel giorno medio salvo Cairo Communication/La 7 con ascolti invece in aumento (+15,3%, pari ad un incremento di 56 mila telespettatori). Nel dettaglio Rai perde 63 mila telespettatori (-1,8%), Mediaset 99 mila individui (-2,9%), Warner Bros. Discovery 87 mila utenti (-11,1%), e infine Comcast/Sky 30 mila telespettatori (-4,6%).

Con specifico riferimento ai principali canali analizzati (Rai 1, Rai 2, Rai 3, Rete 4, Canale 5, Italia 1, La7, TV8 e Nove), nel “prime time” si registrano nel complesso poco meno di 15,5 milioni di telespettatori, in crescita di circa 171 mila individui (+1,1%) sul 2025.

Si riscontrano andamenti in flessione per Rai 1 che con circa 5 milioni medi di telespettatori presenta una share di circa il 24% in riduzione di 2,6 punti percentuali rispetto al primo trimestre del 2025. Viceversa, cresce la quota di Canale 5 e Rai 2 che nel medesimo periodo hanno raggiunto, rispettivamente, 4,3 milioni di telespettatori (20,7% del pubblico; +6,1 punti percentuali) e 946 mila telespettatori (4,5% del pubblico; +0,4 punti percentuali), così come quello di La 7 che è stato seguito da oltre 1,2 milioni di spettatori (5,8% di share; +0,1 punti percentuali). Dinamiche opposte si riscontrano per Italia1  e Rai 3 che nel primo trimestre del 2026 ottengono 1,1 milioni, il primo, e poco meno di 1 milione di telespettatori, il secondo, corrispondenti ad una share del 5,3% per Italia 1 (-0,8 punti percentuali rispetto al all’anno precedente) e del 4,8% per Rai 3 (-0,5 punti percentuali rispetto al medesimo periodo); per Rete 4, che registra 877 mila telespettatori e una share del 4,2% (-0,4 punti percentuali); Nove, con 575 mila ascoltatori e una quota del 2,8% (-0,4 punti percentuali) e, infine, di TV8 che conta 421 mila soggetti (pari al 2% del pubblico complessivo; -0,2 punti percentuali).

 

Key data: canali televisivi per ascolti nel 2026

share nel giorno medio - prime time (%) (cfr. slide 2.4)

Fonte: elaborazioni Agcom su dati Auditel

(gennaio - marzo)Variaz. p.p.
 20252026'25-'26
Rai 126,624,0-2,6
Canale 514,620,7+6,1
La75,65,8+0,1
Italia16,15,3-0,8
Rai 35,34,8-0,5
Rai24,14,5+0,4
Rete44,64,2-0,4
Nove3,12,8-0,4
TV82,22,0-0,2

 

Key data – canali TV 

Canali TV - Ascolti giornalieri (mln)Variaz. % 
(gennaio - marzo)cfr slide202420252026 '26/'25'26/'241 
Giorno medio (02:00-25:59)2.121,521,220,9 -1,4-2,6 
Prime time (20:30-22:30)2.19,39,29,0 -1,6-3,2 
           

Fonte: elaborazioni Agcom su dati Auditel, Nielsen Arianna

 

Con riferimento ai telegiornali che vanno in onda nella fascia oraria centrale della giornata (12:00-14:30), si può notare un lieve incremento su base annua del tempo speso dagli utenti [1], che nel primo trimestre del 2026 è pari a circa 203 milioni di ore nel giorno medio. 

In termini di ascolti, il telegiornale più visto nel primo trimestre del 2026 è il Tg1 delle 13:30 (oltre 3,3 milioni di ascoltatori e una contrazione del 2,2% su base annua). Seguono il Tg5 delle 13:00 (oltre 2,7 milioni di telespettatori e un decremento dell’1,4%), l’edizione delle 14:00 del TgR (dedicata a temi dell’informazione locale trasmessa su Rai 3), che supera di poco i 2,1 milioni di ascoltatori e registra un decremento del pubblico (-3,9%). Una dinamica in contrazione è registrata anche per il Tg 4 delle 12:00 che ottiene 371 mila telespettatori (-8,1%). Presentano andamenti opposti il Tg 2 che, con poco meno di 1,7 milioni di telespettatori, risulta in crescita del 6,5% e Studio Aperto delle 12:25 che raggiunge quasi 1,2 milioni di telespettatori (+4,4%), il Tg La7 delle 13:30 (+1,6%).

Il tempo speso dagli italiani nel corso dei primi tre mesi nel 2026 nella visione delle edizioni serali dei principali telegiornali nazionali (fascia oraria 18:30-21:30) aumenta di poco: le ore complessive spese dagli utenti passano da 279 nel 2025 a 276 milioni di ore nel medesimo periodo del 2026.

In analogia alla dinamica del tempo speso, si riscontra, sempre nel primo trimestre del 2026 rispetto all’anno precedente, una contrazione degli ascolti solo per alcuni dei telegiornali analizzati. Nel dettaglio, il telegiornale più visto rimane il Tg1 delle 20:00 (con quasi 4,8 milioni di ascolti medi giornalieri; -3,8% nel 2026 rispetto al 2025), seguito dal Tg5 delle 20:00 (che ottiene quasi 3,7 milioni di telespettatori, +0,5%). Al terzo posto con 2,3 milioni di telespettatori troviamo il TgR, che presenta un andamento negativo rispetto al 2025 (-4%), mentre il Tg3, che ottiene 1,9 milioni di ascolti, vede aumentare di poco i telespettatori (+0,6%). Segue il Tg La7, i cui telespettatori crescono su base annua passando da 1,45 a 1,46 milioni (+0,7%); nello stesso periodo aumentano i telespettatori del Tg2 (+17,1%).

Per quanto riguarda gli altri Tg serali di MFE/Mediaset, andamenti positivi si riscontrano, sia per gli ascoltatori di Studio Aperto delle 18:30, che passano da 607 mila a 794 mila (+17% su base annua), sia per gli ascolti del Tg4 delle 19:00 che passano da 670 a 794 mila spettatori giornalieri circa (+18,6%).

Ampliando l’arco temporale dell’analisi, emerge come, in termini di tempo speso, i valori medi raggiunti delle principali edizioni del giorno e della sera dei telegiornali nel 2026 risultino pressoché invariati rispetto ai livelli registrati nel 2024. Diversamente, in termini di ascoltatori si riscontrano dinamiche differenziate.

Nel dettaglio, esaminando le edizioni dei telegiornali messi in onda nel corso della fascia oraria 12:00-14:30, il tempo dedicato alla loro visione è aumentato del 0,1% negli ultimi 2 anni. Analizzando il numero medio di telespettatori dei singoli notiziari, per quanto riguarda i telegiornali della concessionaria del servizio pubblico si osserva un incremento per le edizioni con una vocazione incentrata su contenuti rivolti ad un pubblico nazionale - il Tg2 (+3,7%) e il Tg3 (+1,5%), con il Tg1 che invece resta invariato-, mentre gli ascolti delle edizioni dedicate principalmente all’informazione locale (il TgR) si contraggono del 1,8%. Gli ascolti dei telegiornali del gruppo MFE/Mediaset evidenziano delle dinamiche negative per il Tg5 (-4,9%), a fronte della crescita dei telespettatori per il Tg4 (+26,7%) e Studio Aperto (+8,7%). Analogamente a quanto osservato su base annua, considerando un orizzonte di 2 anni, gli spettatori medi del Tg La7 mostrano una dinamica incrementale (+23,7%).

Con riferimento alla fascia oraria 18:30-21:30 nel primo trimestre del 2025, le ore dedicate alla visione dei telegiornali aumentano dello 0,3% rispetto al 2024.

Sempre nello stesso periodo, in termini di numerosità degli ascolti nel giorno medio, registrano una dinamica negativa il Tg1 (-0,7%), il Tg3 (-1,1%), il TgR (-5,6%), il Tg5 (-7%) mentre vedono crescere il numero di spettatori negli ultimi due anni il Tg2 (+3,9%), Studio Aperto (+30,9%), il Tg4 (+47%) e Il Tg La 7 (+14,4%).

[1] Tempo speso: è la somma del tempo dedicato da ciascuno spettatore, nel giorno medio del periodo di riferimento, alla visione delle edizioni dei TG nelle fasce orarie considerate.

 

Key data - TG

TG - Tempo medio speso dagli utenti da inizio anno (mln. di ore) Variazione % 
(gennaio - marzo)cfr slide202420252026 '26/'25'26/'24 
TG fascia 12:00 - 14:302.5202,4201,2202,5 +0,7+0,1 
TG fascia 18:30- 21:002.5278,5276,5279,3 +1,0+0,3 
           

Fonte: elaborazioni Agcom su dati Auditel

 

Per i principali canali “all news” (Rai News 24, TGCom24 e Sky TG24), si riscontra una dinamica positiva su base annua del pubblico in tutte le fasce orarie considerate per Rai News 24 e TGCom 24, mentre Sky TG24 registra un lieve decremento di spettatori medi nella sola fascia oraria 07:00 – 09:00 (-0,4%). 

Nel prime time 20:30 – 22:30 Rai News 24 vede aumentare i telespettatori del 20,8% su base annua, Sky TG24 del 24% e il TGCom24 del 19%.

 

 

QUOTIDIANI

Con riferimento all’editoria quotidiana, si conferma anche nei tre mesi del 2026 la dinamica negativa del comparto che riflette una crisi strutturale già evidenziata negli anni precedenti.

Prendendo in esame le copie complessivamente vendute di tutti i quotidiani sul territorio nazionale, pari a 118 milioni di unità (circa 1,5 milioni di copie medie giornaliere nei tre mesi del 2026), si osserva una flessione su base annua del 7,6% e del 24,8% rispetto ai primi tre mesi del 2022[2].

Considerando le testate che riportano prevalentemente notizie di interesse nazionale e quelle maggiormente dedicate alle notizie locali, nel confronto con il 2025, i quotidiani appartenenti alla seconda categoria hanno registrato una riduzione più contenuta su base annua rispetto a quelli della prima categoria (-7,3% vs -7,9%). Diversamente, ampliando il confronto al 2022, le testate nazionali vedono ridotte le vendite del 23,6 % a fronte di una più accentuata flessione dei quotidiani locali (-26,6%).

Le copie complessivamente vendute in formato cartaceo, pari a 85 milioni (1,1 milione di copie giornaliere), si sono ridotte su base annua del 10% (risultavano 94 milioni nel primo trimestre del 2025) e del 32,2% rispetto al 2022 quando ne venivano vendute complessivamente 125 milioni.

Dinamica simile, sebbene più contenuta, si può constatare con riferimento ai quotidiani venduti in formato digitale (copia replica della versione cartacea) che registrano una contrazione in termini di copie complessive confrontando il 2026 con l’anno precedente del 1,1% mentre risultano in crescita del 4%, considerando un orizzonte temporale di 5 anni (tre mesi del 2022).

La distribuzione delle copie digitali fra i singoli quotidiani è più concentrata rispetto a quella cartacea. Infatti, nel 2026, le prime cinque testate in termini di copie digitali (Corriere della Sera, Il Sole 24Ore, La Repubblica, Il Fatto Quotidiano, La Gazzetta dello Sport) rappresentano il 63% delle copie complessivamente vendute, mentre, se si considerano le prime cinque testate in termini di copie digitali (in questo caso il Corriere della Sera, Avvenire, La Repubblica, La Gazzetta dello Sport, e La Stampa) si raggiunge una quota del 33% sul totale delle vendite dei quotidiani in tale formato.

Analizzando i quotidiani per “generi” editoriali, i principali cinque quotidiani nazionali che presentano contenuti “generalisti” (in ordine di copie totali vendute: Corriere della Sera, La Repubblica, Avvenire, La Stampa, Il Fatto Quotidiano) nel 2026 hanno registrato una flessione nella vendita di copie cartacee pari al 9,9% rispetto ai corrispondenti volumi del 2025 (-2,7 milioni di copie); tale flessione si amplia al 33,7% con riferimento al 2022 (-12,4 milioni di copie). Passando alle vendite complessive di copie in formato digitale per tale genere, si osserva una flessione rispetto al 2025 (-0,5%, pari a 0,1 milioni di copie) e un incremento rispetto al 2022 (4,2%, pari a 0,6 milioni di copie).

Per le altre categorie individuate, nonostante il calo generalizzato delle copie complessive, alcune testate con contenuti più specialistici mostrano una maggiore resilienza. In particolare, i quotidiani sportivi nel formato cartaceo risultano più stabili negli ultimi 5 anni, con una flessione moderata (-27,1%, -3,5 milioni di copie). Diversamente, i quotidiani economici, nell’arco dell’intero periodo considerato, registrano forti riduzioni nella versione cartacea (-42,8%, pari a -2,2 milioni di copie), mentre in quella digitale mostrano una contrazione meno intensa (-7,6%, pari a -500 mila copie). Le prime 10 testate locali per vendite evidenziano, nel periodo considerato, una flessione delle copie cartacee (-9,9% su base annua e -31,9% rispetto al 2022) e una crescita per quelle digitali (+2,1% su base annua e +13,7% dal confronto con il 2022); analogamente le altre testate locali mostrano una contrazione delle vendite nel formato cartaceo e un incremento, seppur molto lieve, di quelle digitali.

L’analisi per gruppi editoriali in termini di copie complessivamente vendute vede, nel primo trimestre del 2026, Cairo/RCS quale principale player sul mercato (20,7% considerando il Corriere della Sera e La Gazzetta dello Sport comprensiva delle edizioni del Lunedì), seguito da GEDI con il 12% (il dato comprende La Repubblica e La Stampa)[2], da Caltagirone Editore (Il Messaggero, Il Gazzettino, Il Mattino, Nuovo Quotidiano di Puglia e Corriere Adriatico) e Gruppo Sole 24 ore rispettivamente con il 8,6% e il 7%.

Nelle posizioni successive, Monrif Group (che sotto il marchio QN-Quotidiano Nazionale comprende Il Resto del Carlino, Il Giorno, La Nazione) con il 6,8%,  Avvenire Nuova Editoriale Italiana con il 4,4%, seguito da Nord-est Multimedia che, (tenuto conto delle seguenti testate: Il Mattino di Padova, La Tribuna di Treviso, La Nuova di Venezia e Mestre, Corriere delle Alpi, Messaggero Veneto, Il Piccolo) raggiunge una quota del 4 %; da Roberto Amodei con il 3,9% delle vendite complessive (se si considera Corriere dello Sport e Tuttosport e le rispettive edizioni del lunedì); dal Gruppo SAE con il 3,4% (che tiene conto delle testate Il Tirreno, La nuova Sardegna, Gazzetta di Reggio, La Nuova Ferrara, Nuova Gazzetta di Modena, La provincia Pavese) e da Tosinvest/Angelucci con il 3,6% (considerando Il Giornale, Opinioni nuove – Libero quotidiano e Il Tempo).

 

[2] Il gruppo GEDI ha ceduto a Blue Media S.r.l. (Gruppo MSC) la testata “Il Secolo XIX” con decorrenza 29/09/2024 e nel 2025, con efficacia dal 1° luglio, ha ceduto la testata “La Provincia pavese” al gruppo SAE. Cfr. GEDI, Gruppo Editoriale, Comunicati stampa aziendali del 04/09/2024 e del 23/05/2025.

 

Key data – Editoria quotidiana

Copie giornaliere vendute nell'anno (mln) Variazione %
(gennaio – marzo)cfr slide20222023202420252026 '26/'25'26/'22
TOTALE2.8157145137128118 -7,6-24,8
- quotidiani nazionali2.89689847973 -7,9-23,6
- quotidiani locali2.86256534945 -7,3-26,6
- copie cartacee2.81251121039485 -10,0-32,2
- copie digitali2.83234343434 -1,14,0

Fonte: elaborazioni su dati Agcom su dati ADS

 

 

PIATTAFORME ONLINE

Analizzando i dati di utilizzo delle principali piattaforme online nel mese di marzo 2026, 43 milioni e 792 mila utenti unici (-1,7% rispetto a marzo 2025) hanno navigato in rete (da desktop o mobile), in media ciascuno per un totale di 74 ore e 17 minuti.

Ai primi posti della graduatoria si confermano l’insieme di siti web e applicazioni che hanno a riferimento i big player internazionali (Alphabet/Google, META/Facebook/Instagram, Amazon, Microsoft, Bytedance/Tiktok). Rispetto a marzo 2025 crescono META (+0,8%) e Amazon (+1,3%), mentre Alphabet/Google (-1,8%) e Microsoft (-2,8%) registrano una contrazione; nel confronto con marzo 2022, invece, Google è l’unico tra tali operatori in lieve calo (-0,8%), mentre gli altri risultano in crescita (META+2,0%; Amazon +5,4% e Microsoft +3,3%). Seguono le piattaforme afferenti ad alcuni gruppi editoriali e operatori nazionali (GEDI Gruppo Editoriale, Cairo Communication/RCS MediaGroup, Poste Italiane, Fininvest/Mediaset e Italiaonline), con utenti unici in crescita rispetto a marzo 2025 solo per Italiaonline (+13,5%), mentre GEDI (-9,5%), RCS MediaGroup (-4,9%), Poste Italiane (-0,6%) e Mediaset (-0,3%) mostrano flessioni.

Con riferimento all’andamento delle audience dei siti e applicazioni di informazione generalista, a marzo 2026 si sono registrati 37 milioni e 103 mila utenti unici, con una lieve contrazione del -1% ( -359 mila visitatori), nonché del tempo speso in media (-3 minuti circa), rispetto a marzo 2025. Specificamente, con circa 28 milioni e 774 mila utenti unici, quello de “La Repubblica” è risultato il sito (e relative applicazioni) maggiormente frequentato (-8,9% rispetto al traffico raggiunto a marzo 2025), seguito da “Corriere della Sera” (26 milioni e 581 mila utenti, -8%) e “TGCom24” (19 milioni e 222 mila internauti, +7,2%).

L’analisi delle piattaforme online di e-commerce evidenzia, con 38 milioni e 835 mila utenti unici registrati a marzo 2026, un incremento di 174 mila visitatori a fronte di una contrazione del tempo speso (-3 minuti) rispetto a marzo 2025. Nel dettaglio, ai primi posti si collocano i siti e le applicazioni di e-commerce di proprietà di Amazon, con 36 milioni e 118 mila utenti unici (in crescita del +1,5% rispetto a marzo 2025), seguite da Temu (PDD Holding) con 22 milioni e 402 mila utenti (+9,6%) e da eBay che ottiene 15 milioni e 114 mila visitatori (-5,3%).

Passando alla categoria che raccoglie i siti e applicazioni di social network e member communities (che offrono in maniera prevalente contenuti generati dai propri membri), con oltre 39 milioni e 153 mila utenti unici raggiunti a marzo 2026, si evidenzia un incremento su base annua dei visitatori (+330 mila soggetti) che, tuttavia, hanno dedicato minore tempo alla navigazione (oltre 23 ore e 55 minuti, in contrazione di circa 22 minuti rispetto a marzo 2025). Limitando l’analisi ai servizi di social networking, ai primi posti si riscontrano le piattaforme riconducibili al gruppo META: Facebook, con 36 milioni e 124 mila utenti, registra una lieve crescita dello 0,5% rispetto ai valori di marzo 2025; Instagram, con 33 milioni e 805 mila visitatori, risulta anch’essa in crescita dell’2,7% su base annua. Anche TikTok (Gruppo Bytedance), con oltre 23 milioni e 561 mila visitatori, registra nel confronto con marzo 2025 una crescita (+1,8%); inoltre, incrementi degli utenti unici si riscontrano per LinkedIn (15,3 milioni di visitatori, +2,1%), Reddit (12,1 milioni di soggetti; +18,5%) e Snapchat (+0,3%). Tutte le altre piattaforme mostrano dinamiche negative: Pinterest (–4%), X (precedentemente denominato Twitter, -12,1%), Tumblr (-20,4%) e VK (-33,6%).

Con riferimento all’andamento degli utenti unici delle piattaforme che offrono servizi di video on demand (VOD) esclusivamente a pagamento, a marzo 2026, con 15 milioni e 490 mila navigatori unici, si riscontra una crescita rispetto a marzo 2025 (+409 mila, +2,7%). In media, nel marzo 2026, Netflix, con 9,3 milioni di utenti unici, registra un incremento rispetto a marzo 2025 (+13,1%). Segue Amazon Prime Video, i cui siti e applicazioni sono stati consultati da 7,4 milioni di visitatori medi (in crescita del +2,7% sugli utenti medi di marzo 2025), Disney+ che raggiunge 3,5 milioni di internauti (-4,9%), Dazn, visitato da 2,8 milioni di utenti unici (in crescita del 25%) e, infine, Now (Sky), con visitatori unici medi pari a 1,5 milioni (+2,1%).

Il tempo complessivo di navigazione sui principali siti di streaming video che offrono servizi esclusivamente a pagamento, a marzo 2026, raggiunge quasi 43 milioni di ore, in crescita rispetto al marzo 2025 (+3,5%).

L’analisi delle ore complessivamente trascorse dai navigatori sulle diverse piattaforme nel primo trimestre del 2026 consente di osservare andamenti disomogenei per i principali operatori. Nel dettaglio, mentre Amazon e Now/Sky registrano una costante dinamica crescente (la prima da circa 21 milioni di ore complessive registrate nel primo trimestre del 2022 passa a quasi 25 milioni di ore dedicate dagli utenti nello stesso periodo del 2026, la seconda da 726 mila ore a 6 milioni di ore nello stesso periodo); il tempo dedicato alla consultazione dei siti e applicazioni di Netflix, dopo un trend in contrazione fino al 2025, registra una crescita su base annua. Diversamente, Dazn risulta in contrazione rispetto al primo trimestre 2022, ma cresce rispetto al primo trimestre 2025. Per Disney+ alla dinamica crescente delle ore registrate fino al 2024 segue una contrazione progressiva negli anni successivi (passando da oltre 10 milioni di ore nel primo trimestre 2025 a 6 milioni di ore nello stesso periodo del 2026.

Le piattaforme di video on demand (VOD) che offrono servizi gratuiti, con 38 milioni e 889 mila navigatori unici raggiunti lo scorso marzo, risultano in crescita rispetto agli utenti registrati a marzo 2025 (+4,6%).

Al riguardo, analizzando invece il primo trimestre del 2026, si sottolinea come tra le piattaforme VOD gratuite, quelle maggiormente visitate in termini di utenti unici medi sono risultate News Mediaset Sites, che ottiene 19,6 milioni di visitatori, Sky TG24 che registra 15,9 milioni di utenti, RaiNews che raggiunge 14 milioni di soggetti

Il tempo di navigazione complessivamente dedicato a questa tipologia di siti, lo scorso marzo, è stato di oltre 40 milioni di ore, in crescita del 12% a distanza di 12 mesi. In termini di tempo medio di fruizione, la consultazione dei siti e applicazioni di tali piattaforme supera i 62 minuti, con una crescita molto rilevante, rispetto a marzo 2025. Le piattaforme gratuite consultate per più tempo nel primo trimestre del 2026 sono state Raiplay con 36 milioni di ore complessivamente spese, News Mediaset sites con 9 milioni di ore e Sky TG24 con 3,2 milioni di ore.

 

Key data – Piattaforme

Siti - Utenti unici (mln) nel mese Variazione %
 cfr slidemar-22mar-23mar-24mar-25mar-26 '26/'25'26/'22
Principali operatori2.1244,343,844,444,643,8 -1,7-1,1
Informazione generalista2.1339,538,337,537,537,1 -1,0-6,0
E-Commerce2.1437,237,838,538,738,8 0,54,4
Social network2.1538,638,439,038,839,2 0,91,6
VOD a pagamento2.1616,115,315,415,115,5 2,7-4,1
VOD gratuiti2.1836,535,935,937,238,9 4,66,5

Fonte: elaborazioni Agcom su dati Audicom-Sistema Audiweb e Comscore

 

 

SERVIZI DI CORRISPONDENZA E CONSEGNA PACCHI (SERVIZI POSTALI)

Nel settore postale, la dinamica dei ricavi nel primo trimestre 2026 delle principali imprese presenti sul mercato registra una crescita del 2,6% rispetto al corrispondente periodo del 2025, superando di poco i 2,2 miliardi di euro. I servizi di consegna pacchi (comprensivi di quelli nazionali e transfrontalieri, inclusi o meno nel servizio universale) hanno registrato un incremento del 3,7%, mentre i servizi di corrispondenza (rientranti o meno nel servizio universale) mostrano nel complesso una riduzione dell’1,8%.

Tra i primi, il valore di quelli domestici (con mittente e destinatario nel territorio nazionale) è risultato pari a 1,22 miliardi di euro, e mostra un incremento del 5,2%, mentre i servizi di consegna pacchi transfrontalieri (con mittente nazionale e destinatario estero, o viceversa) crescono dello 0,5%, con ricavi che superano di poco i 550 milioni di euro. 

Tra i servizi di corrispondenza, quelli non inclusi nel Servizio Universale hanno registrato un valore di poco inferiore ai 230 milioni di euro, con una crescita del 5,7% su base annua, mentre quelli inclusi, pari a poco meno di 140 milioni, si sono ridotti del 9,2%. I servizi di notifica registrano una riduzione del 9,8% rispetto al primo trimestre 2025, attestandosi su di un valore di circa 60 milioni di euro. 

Guardando alla composizione del settore per tipologia di servizio, nel primo trimestre 2026, i ricavi da servizi di consegna di pacchi sfiorano nel complesso l’81% delle risorse complessive mentre continua la lenta riduzione dei servizi di corrispondenza compresi nel Servizio Universale (scesi al 6,2%).

Dal lato dei volumi, nel corso del primo trimestre 2026 si registrano poco meno di 307 milioni di pacchi consegnati (+7,7% rispetto al 2025) di cui l’86% con mittente e destinatario nazionali in crescita dell’8,4% su base annua e quelli transfrontalieri in crescita del 3,5%. 

I volumi dei servizi di corrispondenza, in media, mostrano una flessione dell’8,8%, con quelli inclusi nel servizio universale che scendono del 7,0%, mentre quelli esterni a tale perimetro mostrano una riduzione pari al 9,4%. I servizi di notifica di atti giudiziari, invece, mostrano una riduzione rispetto al primo trimestre 2025 dell’11,6%.

Sulla base delle dinamiche sopra illustrate, i ricavi unitari medi dei servizi di corrispondenza mostrano, su base annua, una crescita del 4,9%, determinata soprattutto dai servizi non inclusi nel Servizio Universale (+11,0%). Allo stesso tempo, quelli relativi ai servizi di consegna dei pacchi nazionali e internazionali hanno fatto segnare flessioni, rispettivamente dello 0,9% e del 4,0%.

Il quadro concorrenziale del settore, nel suo complesso (servizi di corrispondenza e di consegna pacchi, rientranti o meno nel servizio universale) conferma il Gruppo Poste Italiane quale principale operatore con una quota complessiva del 32,8% (in crescita di 0,1 punti percentuali su base annua); seguono Amazon (con il 16,2%), BRT (con il 13,1%), DHL (10,2%), FedEx-TNT (8,7%), UPS (8,4%) e GLS (8,2%).

Guardando all’assetto competitivo delle singole componenti del mercato, il Gruppo Poste Italiane domina il settore dei servizi di corrispondenza con una quota del 95,0%.

Il segmento dei pacchi si caratterizza per una più accentuata dinamica concorrenziale: i principali operatori risultano Amazon ed il Gruppo Poste Italiane, il primo con una quota del 20,1% (in crescita di 0,9 punti percentuali su base annua), il secondo con il 17,9%, e sono seguiti da BRT con il 16,3%, DHL (12,7%), FedEx-TNT (10,7%), UPS (10,4%) e GLS (10,1%).

In relazione alle direttrici geografiche, nel segmento relativo a mittente e destinatario nazionali (rappresentativo del 68,8% del mercato dei pacchi nel primo trimestre 2026), Amazon detiene il 29,2%, il Gruppo Poste Italiane il 24,6% e BRT il 19,4%. Allo stesso tempo, nel segmento transfrontaliero, DHL risulta il principale player (28,8%), seguito da UPS (28,4%) e da FedEx-TNT (22,7%).

Key data – Servizi di corrispondenza e consegna pacchi (valori cumulati 12 mesi)

 

        Variazione %
 cfr slide2020/212021/222022/232023/242024/25 2024/25-2023/242024/25-2020/21
Ricavi (mln €)         
Corrispondenza3.41.7901.7491.7311.7501.693 -3,3-5,4
Pacchi3.45.9756.3356.6096.8707.227 5,221,0
Totale3.47.7658.0848.3398.6208.920 3,514,9
Volumi (mln unità)         
Corrispondenza3.82.2842.0861.9361.8311.688 -7,8-26,1
Pacchi3.89199911.0791.1461.220 6,532,9

Fonte: elaborazioni e stime Agcom su dati aziendali


 

[1] Per un maggiore dettaglio relativo alla currency della Total audience, si veda la Nota informativa pubblicata sul sito Agcom e la pagina dedicata nel sito di Auditel

 

[2] Si noti che, diversamente dalle precedenti edizioni dell’Osservatorio, sono state considerate le copie digitali e multiple, incluse quelle il cui prezzo è inferiore del 30% rispetto a quello della versione cartacea. Pertanto, i dati di questa edizione non sono del tutto confrontabili con quelli delle edizioni precedenti, in cui le copie con prezzo inferiore al 30% di quello della versione cartacea erano escluse dalla rilevazione.

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