8 marzo, Cioffi: CNU, diritti delle donne anche nei media e nel digitale. La Rai può favorire una cultura del rispetto
“I diritti delle donne si misurano oggi sempre più anche nello spazio digitale. Media, piattaforme e intelligenza artificiale stanno trasformando profondamente relazioni, comunicazione e modelli culturali”. È quanto sottolinea Sandra Cioffi, Presidente del Consiglio Nazionale degli Utenti (CNU), in occasione dell’8 marzo.
“La rete offre opportunità straordinarie di informazione, partecipazione e autonomia – afferma Cioffi – ma può diventare anche uno spazio in cui la violenza contro le donne e la violenza di genere si prepara, si amplifica e si prolunga. Oggi la violenza non è più solo offline: passa anche attraverso molestie digitali, cyberstalking, diffusione non consensuale di immagini intime e manipolazioni rese ancora più insidiose dall’intelligenza artificiale”.
Secondo il CNU, la violenza digitale non è un fenomeno marginale, ma uno dei luoghi in cui si generano nuove fragilità e squilibri di potere che colpiscono in particolare le fasce più vulnerabili e le giovani donne.
“Per questo – sottolinea la Presidente del CNU – accanto alle regole servono prevenzione culturale ed educazione digitale. È necessaria un’efficace applicazione della normativa vigente, a partire dal Digital Services Act, affinché le piattaforme garantiscano procedure di segnalazione semplici e tempi rapidi di rimozione dei contenuti violenti. Ma è altrettanto importante investire in educazione digitale, comunicazione responsabile e promozione di una cultura del rispetto, recuperando anche la logica del mainstreaming nelle politiche pubbliche”.
Il CNU sottolinea inoltre la necessità di rafforzare il raccordo interistituzionale tra Parlamento, Autorità indipendenti, piattaforme e soggetti sociali. “In questo quadro – ricorda Cioffi – il Consiglio Nazionale degli Utenti è stato recentemente audito dalla Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio, portando il proprio contributo di analisi sul rapporto tra violenza di genere, media, spazio digitale e intelligenza artificiale.
Un ruolo importante, in questo momento di grandi cambiamenti, può essere svolto anche dalla RAI, servizio pubblico radiotelevisivo, che può contribuire alla diffusione di una cultura del rispetto e della parità, non solo attraverso i programmi informativi ma anche con fiction, cinema e produzioni capaci di contrastare gli stereotipi di genere”.
All’interno del CNU è attivo il Gruppo di lavoro “Donne e Media”, coordinato dalla Consigliera Emilia Visco, con il contributo delle esperte Donatella Martini, Barbara Bonomi Romagnoli, Maria Pia Rossignaud e Rosanna Oliva. Opera inoltre il Gruppo Disabilità, coordinato dalla Consigliera Stefania Leone, con particolare attenzione alla vulnerabilità delle donne con disabilità nello spazio mediatico e digitale.
“Tra i nostri obiettivi – conclude Cioffi – vi è quello di impegnarci affinché media e digitale diventino parte della soluzione e non amplificatori della violenza, contribuendo alla costruzione di una rete più sicura e di una comunicazione libera da stereotipi”.