Vai al contenuto

Zero rating e traffic management

Con riguardo alle offerte zero rating, ovvero quelle che, in presenza di limiti alla connessione dati, non computano il traffico generato da (o verso) particolari servizi o applicazioni ai fini del raggiungimento delle soglie di consumo, e che il Regolamento europeo non vieta espressamente, l'Autorità, in seguito ad un'attenta ricognizione del mercato,  dopo un primo provvedimento di diffida (delibera n. 123/17/CONS), ha avviato un procedimento nei confronti di un operatore, in relazione a due offerte zero-rated, poi conclusosi per intervenuta oblazione. L'intervento dell'Autorità ha avuto un considerevole effetto di moral suasion inducendo altri operatori ad interrompere o rimodulare offerte zero rating non in linea con il Regolamento.

Lo stesso è accaduto per le condotte di gestione del traffico, vietate dal regolamento quando idonee a realizzare discriminazioni in rete. L'Autorità, anche a seguito di reclami da parte degli utenti finali, circa la presunta illegittimità di alcune pratiche tecniche e commerciali, ha dato avvio ad un'intensa attività di vigilanza che ha indotto gli operatori a rimodulare le proprie condizioni contrattuali rimuovendo gli elementi di potenziale incompatibilità con il Regolamento.

Con riguardo alle offerte zero rating, ovvero quelle che, in presenza di limiti alla connessione dati, non computano il traffico generato da (o verso) particolari servizi o applicazioni ai fini del raggiungimento delle soglie di consumo, e che il Regolamento europeo non vieta espressamente, l'Autorità, in seguito ad un'attenta ricognizione del mercato,  dopo un primo provvedimento di diffida (delibera n. 123/17/CONS), ha avviato un procedimento nei confronti di un operatore, in relazione a due offerte zero-rated, poi conclusosi per intervenuta oblazione. L'intervento dell'Autorità ha avuto un considerevole effetto di moral suasion inducendo altri operatori ad interrompere o rimodulare offerte zero rating non in linea con il Regolamento.

Lo stesso è accaduto per le condotte di gestione del traffico, vietate dal regolamento quando idonee a realizzare discriminazioni in rete. L'Autorità, anche a seguito di reclami da parte degli utenti finali, circa la presunta illegittimità di alcune pratiche tecniche e commerciali, ha dato avvio ad un'intensa attività di vigilanza che ha indotto gli operatori a rimodulare le proprie condizioni contrattuali rimuovendo gli elementi di potenziale incompatibilità con il Regolamento.