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Tutela dei diritti fondamentali della persona

L'Autorità pone particolare attenzione nell'assicurare il rispetto dei diritti fondamentali della persona nel settore delle comunicazioni, anche radiotelevisive, e nell'esercitare la funzione di garanzia dell'utenza
Infatti, la vigente disciplina del sistema radiotelevisivo a tutela degli utenti garantisce la trasmissione di programmi che rispettino i diritti fondamentali della persona, come stabilito dall'articolo 10 comma 1 del Testo Unico della Radiotelevisione.
Sono comunque vietate le trasmissioni che contengono messaggi cifrati o di carattere subliminale o incitamenti all'odio comunque motivato o che inducono ad atteggiamenti di intolleranza basati su differenze di razza, sesso, religione o nazionalità.
L'Autorità ha disciplinato il delicato settore delle garanzie dell'utenza con numerosi e vari provvedimenti (deliberati, atti di richiamo e di indirizzo).
Con la delibera n. 165/06/CSP del 22/11/06 si è provveduto a richiamare le emittenti radiotelevisive pubbliche e private e i fornitori di contenuti radiotelevisivi a rispettare, nell'ambito dei programmi di intrattenimento, i principi fondamentali del sistema radiotelevisivo posti a garanzia degli utenti, con particolare attenzione alla dignità della persona, ivi compreso il rispetto dei sentimenti religiosi. In particolare, i programmi in questione devono rispettare criteri di correttezza del linguaggio e del comportamento dei partecipanti, evitando il ricorso a volgarità gratuite, turpiloquio, rappresentazione di violenza fisica e verbale, allusioni o rappresentazioni di natura sessuale tali da offendere la dignità umana.
La delibera n. 23/07/CSP del 22/02/07 rappresenta un atto di indirizzo che l'Autorità ha inteso adottare sul rispetto dei diritti fondamentali della persona e sul divieto di trasmissioni che presentano scene pornografiche. Tale Atto di indirizzo assume una peculiare rilevanza considerato che rappresenta un tentativo di far fronte a talune difficoltà interpretative delle norme di settore. Indicando i criteri per l'individuazione dei contenuti di natura pornografica, offensivi del pudore, sembra aver già stimolato processi di cambiamento nell'ambito della programmazione televisiva locale.
La delibera n. 13/08/CSP del 31/01/08 costituisce, poi, un atto di indirizzo sulle corrette modalità di rappresentazione dei procedimenti giudiziari nelle trasmissioni televisive. Con questo atto l'Autorità ha intenso precisare che va evitata un'esposizione mediatica sproporzionata, eccessiva e/o artificiosamente suggestiva, anche per le modalità adoperate, delle vicende di giustizia che non possono in alcun modo divenire oggetto di "processi" mediatici.
A questo proposito, con l'obiettivo di bilanciare la libertà di espressione del pensiero e il rispetto dei diritti della persona, è stato sottoscritto il Codice di autoregolamentazione in materia di rappresentazione di vicende giudiziarie nella trasmissioni radiotelevisive. Il Codice riconosce la necessità di piena esplicazione del diritto di cronaca degli operatori dell'informazione e, nell'esercizio delle funzioni informative, l'inderogabile dovere di rispettare i diritti alla dignità, all'onorabilità ed alla riservatezza delle persone.

Il Comitato per l'applicazione del codice di autoregolamentazione in materia di rappresentazione di vicende giudiziarie nelle trasmissioni radiotelevisive, previsto dall'art. 2 del Codice e dal Regolamento adottato dai sottoscrittori del Codice il 2 luglio 2009, si è costituito con la prima riunione il 17 dicembre 2009, immediatamente convocata a seguito del completamento delle nomine da parte dei sottoscrittori del Codice e dell'AGCOM. 

L'Autorità pone particolare attenzione nell'assicurare il rispetto dei diritti fondamentali della persona nel settore delle comunicazioni, anche radiotelevisive, e nell'esercitare la funzione di garanzia dell'utenza
Infatti, la vigente disciplina del sistema radiotelevisivo a tutela degli utenti garantisce la trasmissione di programmi che rispettino i diritti fondamentali della persona, come stabilito dall'articolo 10 comma 1 del Testo Unico della Radiotelevisione.
Sono comunque vietate le trasmissioni che contengono messaggi cifrati o di carattere subliminale o incitamenti all'odio comunque motivato o che inducono ad atteggiamenti di intolleranza basati su differenze di razza, sesso, religione o nazionalità.
L'Autorità ha disciplinato il delicato settore delle garanzie dell'utenza con numerosi e vari provvedimenti (deliberati, atti di richiamo e di indirizzo).
Con la delibera n. 165/06/CSP del 22/11/06 si è provveduto a richiamare le emittenti radiotelevisive pubbliche e private e i fornitori di contenuti radiotelevisivi a rispettare, nell'ambito dei programmi di intrattenimento, i principi fondamentali del sistema radiotelevisivo posti a garanzia degli utenti, con particolare attenzione alla dignità della persona, ivi compreso il rispetto dei sentimenti religiosi. In particolare, i programmi in questione devono rispettare criteri di correttezza del linguaggio e del comportamento dei partecipanti, evitando il ricorso a volgarità gratuite, turpiloquio, rappresentazione di violenza fisica e verbale, allusioni o rappresentazioni di natura sessuale tali da offendere la dignità umana.
La delibera n. 23/07/CSP del 22/02/07 rappresenta un atto di indirizzo che l'Autorità ha inteso adottare sul rispetto dei diritti fondamentali della persona e sul divieto di trasmissioni che presentano scene pornografiche. Tale Atto di indirizzo assume una peculiare rilevanza considerato che rappresenta un tentativo di far fronte a talune difficoltà interpretative delle norme di settore. Indicando i criteri per l'individuazione dei contenuti di natura pornografica, offensivi del pudore, sembra aver già stimolato processi di cambiamento nell'ambito della programmazione televisiva locale.
La delibera n. 13/08/CSP del 31/01/08 costituisce, poi, un atto di indirizzo sulle corrette modalità di rappresentazione dei procedimenti giudiziari nelle trasmissioni televisive. Con questo atto l'Autorità ha intenso precisare che va evitata un'esposizione mediatica sproporzionata, eccessiva e/o artificiosamente suggestiva, anche per le modalità adoperate, delle vicende di giustizia che non possono in alcun modo divenire oggetto di "processi" mediatici.
A questo proposito, con l'obiettivo di bilanciare la libertà di espressione del pensiero e il rispetto dei diritti della persona, è stato sottoscritto il Codice di autoregolamentazione in materia di rappresentazione di vicende giudiziarie nella trasmissioni radiotelevisive. Il Codice riconosce la necessità di piena esplicazione del diritto di cronaca degli operatori dell'informazione e, nell'esercizio delle funzioni informative, l'inderogabile dovere di rispettare i diritti alla dignità, all'onorabilità ed alla riservatezza delle persone.

Il Comitato per l'applicazione del codice di autoregolamentazione in materia di rappresentazione di vicende giudiziarie nelle trasmissioni radiotelevisive, previsto dall'art. 2 del Codice e dal Regolamento adottato dai sottoscrittori del Codice il 2 luglio 2009, si è costituito con la prima riunione il 17 dicembre 2009, immediatamente convocata a seguito del completamento delle nomine da parte dei sottoscrittori del Codice e dell'AGCOM.