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Telefonia Pubblica

La telefonia pubblica a pagamento fa parte dell'elenco dei servizi che il fornitore del servizio universale (TIM s.p.a.) deve mettere a disposizione degli utenti garantendo una determinata copertura geografica, un determinato livello qualità del servizio e l'accessibilità per i disabili.

Le postazioni di telefonia pubblica (PTP) si trovano in prossimità delle strade, all'interno di luoghi privati (bar, ristoranti, etc.) o all'interno di ospedali, carceri, stazioni e rifugi di montagna. A fine 2018 risultano installate sul territorio nazionale 40.207 PTP, di cui 16.759 stradali.

Con la delibera n. 290/01/CONS, l'Autorità ha definito i criteri per la distribuzione e la pianificazione sul territorio nazionale delle PTP, stabilendo il numero minimo di PTP stradali in funzione della popolazione residente e il numero minimo di PTP nei luoghi di particolare rilevanza sociale (caserme, ospedali, carceri). Per quanto riguarda i rifugi di montagna l'installazione delle PTP avviene d'intesa con le amministrazioni territoriali interessate. La delibera n. 290/01/CONS riconosce, inoltre, anche un'ampia tutela ai disabili a cui viene garantita la disponibilità di un numero congruo di PTP accessibili.

Sulla spinta dell'effettiva riduzione della domanda e di un'offerta che appariva sovradimensionata se confrontata con quella degli altri Paesi europei, l'Autorità, con la delibera n. 31/10/CONS, ha modificato la delibera n. 290/01/CONS autorizzando TIM a dismettere le PTP stradali per non più di 10.000 PTP all'anno e nel rispetto di una specifica procedura a tutela della popolazione interessata.

Con la delibera n. 486/18/CONS, l'Autorità ha avviato una consultazione pubblica per valutare l'opportunità di modificare la disciplina regolamentare vigente avviando contestualmente anche un'indagine di mercato con l'obiettivo di ottenere informazioni sulle caratteristiche, sulla domanda e sulle funzioni d'uso dei servizi di telefonia pubblica. La consultazione pubblica si è conclusa con l'approvazione della delibera n. 354/19/CONS con la quale l'Autorità ha ritenuto opportuno (anche alla luce dei risultati dell'indagine di mercato) di lasciare inalterato l'attuale assetto regolamentare e di valutare un eventuale intervento di modifica della disciplina solo a seguito del recepimento del  Codice europeo delle comunicazioni elettroniche che ha eliminato la telefonia pubblica a pagamento dal servizio universale.

 

Procedura di opposizione alla rimozione di postazioni pubbliche stradali

La delibera n. 31/10/CONS stabilisce che almeno 60 giorni prima della rimozione di una postazione telefonica pubblica, TIM deve affiggere all'esterno della postazione da rimuovere un cartello contenente l'avviso di rimozione e una serie d'informazioni tra cui la data di rimozione della postazione. TIM dovrà anche comunicare a ciascuna amministrazione comunale interessata l'elenco delle postazioni che intende rimuovere.

Gli utenti, singoli o associati, e gli enti interessati possono opporsi alla rimozione di una o più postazioni telefoniche pubbliche inviando un'apposita istanza alla Direzione Tutela dei Consumatori, tramite l'indirizzo di posta elettronica certificata cabinatelefonica@cert.agcom.it. L'istanza deve contenere: a) i dati e i recapiti dell'opponente; b) l'ubicazione della postazione telefonica pubblica oggetto di opposizione; c) una sintetica esposizione dei motivi di opposizione. L'opposizione deve essere trasmessa entro 30 giorni dalla data di affissione dell'avviso e, per le amministrazioni comunali, entro 30 giorni dalla data di ricezione della comunicazione da parte di TIM.

Entro 30 giorni dal ricevimento dell'istanza di opposizione la Direzione Tutela dei consumatori si pronuncerà con un provvedimento motivato di accoglimento o di rigetto dell'istanza. In caso di rigetto dell'opposizione, la Direzione autorizzerà TIM alla rimozione delle postazioni telefoniche. In caso di accoglimento TIM non potrà rimuovere la postazione e potrà programmare una nuova rimozione della PTP interessata solo dopo un anno dalla comunicazione di accoglimento dell'istanza.

La telefonia pubblica a pagamento fa parte dell'elenco dei servizi che il fornitore del servizio universale (TIM s.p.a.) deve mettere a disposizione degli utenti garantendo una determinata copertura geografica, un determinato livello qualità del servizio e l'accessibilità per i disabili.

Le postazioni di telefonia pubblica (PTP) si trovano in prossimità delle strade, all'interno di luoghi privati (bar, ristoranti, etc.) o all'interno di ospedali, carceri, stazioni e rifugi di montagna. A fine 2018 risultano installate sul territorio nazionale 40.207 PTP, di cui 16.759 stradali.

Con la delibera n. 290/01/CONS, l'Autorità ha definito i criteri per la distribuzione e la pianificazione sul territorio nazionale delle PTP, stabilendo il numero minimo di PTP stradali in funzione della popolazione residente e il numero minimo di PTP nei luoghi di particolare rilevanza sociale (caserme, ospedali, carceri). Per quanto riguarda i rifugi di montagna l'installazione delle PTP avviene d'intesa con le amministrazioni territoriali interessate. La delibera n. 290/01/CONS riconosce, inoltre, anche un'ampia tutela ai disabili a cui viene garantita la disponibilità di un numero congruo di PTP accessibili.

Sulla spinta dell'effettiva riduzione della domanda e di un'offerta che appariva sovradimensionata se confrontata con quella degli altri Paesi europei, l'Autorità, con la delibera n. 31/10/CONS, ha modificato la delibera n. 290/01/CONS autorizzando TIM a dismettere le PTP stradali per non più di 10.000 PTP all'anno e nel rispetto di una specifica procedura a tutela della popolazione interessata.

Con la delibera n. 486/18/CONS, l'Autorità ha avviato una consultazione pubblica per valutare l'opportunità di modificare la disciplina regolamentare vigente avviando contestualmente anche un'indagine di mercato con l'obiettivo di ottenere informazioni sulle caratteristiche, sulla domanda e sulle funzioni d'uso dei servizi di telefonia pubblica. La consultazione pubblica si è conclusa con l'approvazione della delibera n. 354/19/CONS con la quale l'Autorità ha ritenuto opportuno (anche alla luce dei risultati dell'indagine di mercato) di lasciare inalterato l'attuale assetto regolamentare e di valutare un eventuale intervento di modifica della disciplina solo a seguito del recepimento del  Codice europeo delle comunicazioni elettroniche che ha eliminato la telefonia pubblica a pagamento dal servizio universale.

 

Procedura di opposizione alla rimozione di postazioni pubbliche stradali

La delibera n. 31/10/CONS stabilisce che almeno 60 giorni prima della rimozione di una postazione telefonica pubblica, TIM deve affiggere all'esterno della postazione da rimuovere un cartello contenente l'avviso di rimozione e una serie d'informazioni tra cui la data di rimozione della postazione. TIM dovrà anche comunicare a ciascuna amministrazione comunale interessata l'elenco delle postazioni che intende rimuovere.

Gli utenti, singoli o associati, e gli enti interessati possono opporsi alla rimozione di una o più postazioni telefoniche pubbliche inviando un'apposita istanza alla Direzione Tutela dei Consumatori, tramite l'indirizzo di posta elettronica certificata cabinatelefonica@cert.agcom.it. L'istanza deve contenere: a) i dati e i recapiti dell'opponente; b) l'ubicazione della postazione telefonica pubblica oggetto di opposizione; c) una sintetica esposizione dei motivi di opposizione. L'opposizione deve essere trasmessa entro 30 giorni dalla data di affissione dell'avviso e, per le amministrazioni comunali, entro 30 giorni dalla data di ricezione della comunicazione da parte di TIM.

Entro 30 giorni dal ricevimento dell'istanza di opposizione la Direzione Tutela dei consumatori si pronuncerà con un provvedimento motivato di accoglimento o di rigetto dell'istanza. In caso di rigetto dell'opposizione, la Direzione autorizzerà TIM alla rimozione delle postazioni telefoniche. In caso di accoglimento TIM non potrà rimuovere la postazione e potrà programmare una nuova rimozione della PTP interessata solo dopo un anno dalla comunicazione di accoglimento dell'istanza.