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Servizio universale

 Il Servizio universale postale

Il servizio universale postale rientra tra i servizi di pubblica utilità. Questo significa che esso, nonostante la progressiva apertura del mercato postale alla libera concorrenza, rimane regolamentato in modo da garantire a tutti i cittadini la possibilità di fruire del servizio postale, definito dal legislatore "essenziale". La possibilità di servirsi di tale servizio deve, pertanto, essere indipendente da fattori come il reddito o la collocazione geografica. Se così non fosse i cittadini che abitano in zone disagiate (zone montane, realtà insulari) del paese potrebbero non essere in grado utilizzare i servizi postali che risulterebbero troppo cari a causa degli alti costi che richiederebbero le fasi di trasporto, smistamento e, soprattutto, recapito.

In Italia il servizio universale postale è affidato a Poste Italiane fino al 2026. Sull'affidamento il Ministero dello sviluppo economico effettua, ogni cinque anni, un controllo che viene svolto sulla base di un'analisi predisposta dall'Autorità. Nel 2016 l'Autorità ha concluso l'analisi relativa al primo quinquennio, verificando positivamente la conformità del servizio svolto alle garanzie di continuità e qualità e che fosse assicurata la rispondenza ai criteri di riduzione dei costi e di redditività degli investimenti previsti dal Contratto di Programma, stipulato tra il ministero dello sviluppo economico e Poste Italiane.  

Il servizio universale comprende:

1. la raccolta, il trasposto, lo smistamento e la distribuzione degli invii postali fino a 2 Kg;

2. la raccolta, il trasporto, lo smistamento e la distribuzione dei pacchi postali fino a 20 Kg;

3. i servizi relativi agli invii raccomandati e agli invii assicurati;

4. la "posta massiva" (comunicazioni bancarie, bollette e bollettini di pagamento, etc.).

Prima della legge annuale per il mercato e la concorrenza del 2017, alcuni servizi erano "riservati" a Poste Italiane. La riserva, che riguardava la notifica degli atti giudiziari e delle contravvenzioni al del Codice della strada, è stata formalmente abolita: l'Autorità, esercitando le competenze che tale legge le ha attribuito, ha approvato con la delibera 77/18/CONS il Regolamento per il rilascio delle licenze per svolgere il servizio di notificazione, tramite posta, di tali atti. Durante il procedimento istruttorio sono stati acquisiti anche i pareri del Ministero della giustizia e dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato. In conclusione, i servizi di notifica degli atti giudiziari e delle contravvenzioni al Codice della strada possono ora essere erogati anche da operatori postali alternativi, purché essi ottengano il necessario titolo abilitativo dal Ministero.

Il costo netto del servizio universale

Poste Italiane trasmette ogni anno all'Autorità, che poi procede a una verifica, il costo sostenuto per poter la fornitura dei servizi rientranti nel servizio universale ad un prezzo uniforme su tutto il territorio nazionale.  Secondo quanto previsto dal nostro ordinamento, il costo netto del servizio universale postale  può essere finanziato dal bilancio dello Stato e da un apposito fondo di compensazione, cui contribuiscono gli operatori postali. Finora in Italia il fondo di compensazione non è stato istituito.

Per il calcolo del costo netto del servizio universale postale l'Autorità utilizza la metodologia prevista dalla direttiva europea (allegato I): seguendo il"Profitability cost approach" il costo è calcolato come differenza tra il risultato d'esercizio dell'operatore designato per la fornitura del servizio universale ed il risultato d'esercizio che lo stesso operatore conseguirebbe nell'ipotesi in cui non fosse soggetto agli obblighi di servizio universale. Il fornitore designato è, dunque, compensato non solo delle perdite nette ma anche dei mancati profitti per la fornitura del servizio universale. Sono presi in considerazione anche, nel caso sussistano, gli eventuali vantaggi intangibili e commerciali. Ai fini del calcolo, come perimetro di riferimento è stato utilizzato quello comprendente i soli servizi rientranti nel servizio universale.

I procedimenti di verifica del calcolo del costo netto del servizio universale postale: l'innovativo intervento del Regolatore

L'ultimo iter istruttorio per la verifica del calcolo del costo netto del servizio postale universale per gli anni 2015 e 2016, secondo la metodologia conforme alle indicazioni contenute nella direttiva 2008/6/CE, è stato avviato con la comunicazione del 27 ottobre 2017. Per la sua conclusione si attende l'esito degli accertamenti ritenuti necessari da una recente proroga di 60 giorni, approvata per acquisire ulteriori dati ed elementi al fine di completare nella maniera più accurata possibile l'analisi in corso.  

Per gli anni precedenti (2013-2014 e 2011-2012) la valutazione del costo netto sostenuto da Poste Italiane si è conclusa con l'adozione di due provvedimenti, la delibera n. 412/14/CONS e la delibera d n. 298/17/CONS, con le quali l'Autorità, utilizzando la metodologia del profitability cost e, in alcuni casi, applicando alcuni correttivi ai costi dello scenario fattuale che riflettono gli efficientamenti realizzabili dall'incumbent, è sempre giunta ad una valutazione del costo netto del servizio universale postale sensibilmente inferiore rispetto a quella effettuata da Poste Italiane. Cionondimeno, l'Autorità ha sempre ritenuto iniquo l'onere sostenuto da Poste Italiane che ha dunque potuto beneficiare della compensazione statale; l'Autorità invece finora non ha mai ritenuto opportuna finora l'attivzione del fondo di compensazione.

La tutela dell'utente del servizio universale

Nel 2013, in sede di approvazione delle condizioni generali di servizio che disciplinano le modalità di erogazione del servizio alla clientela, sono state introdotte maggiori garanzie in termini di informazione e trasparenza ed è stato raddoppiato il periodo di giacenza gratuita degli invii non recapitati.

Sono stati poi modificati i criteri di distribuzione degli uffici postali precedentemente fissati con decreto del MISE che non prevedevano specifiche garanzie per quelle aree che, per condizioni demografiche e/o orografiche, potevano risultare svantaggiate nella fruizione del servizio postale universale. Con il suo intervento regolamentare l'Autorità ha introdotto misure a tutela degli utenti che abitano nelle zone remote o disagiate (ad esempio comuni montani, scarsamente abitati ed isole con un solo presidio postale), imponendo a Poste Italiane obblighi di comunicazione nei confronti degli utenti e di interlocuzione con gli enti locali interessati.

La disciplina delle nuove modalità di recapito degli invii postali a giorni alterni è stata introdotta nel 2015. Pur nel rispetto dell'obiettivo, fissato dalla legge di stabilità per il 2015, di riduzione dei costi del servizio universale, l'Autorità ha inteso limitare il possibile disagio per l'utenza: a tale scopo, oltre ad aver stabilito un approccio graduale nell'attuazione, ha definito i criteri per individuare i Comuni interessati, ha fissato obblighi di informazione a favore degli utenti e dei Comuni e ha previsto poteri inibitori dell'ulteriore attuazione del nuovo modello in presenza di scostamenti rilevanti relativi alla qualità del servizio o agli obiettivi di contenimento dei costi previsti.



 Il Servizio universale postale

Il servizio universale postale rientra tra i servizi di pubblica utilità. Questo significa che esso, nonostante la progressiva apertura del mercato postale alla libera concorrenza, rimane regolamentato in modo da garantire a tutti i cittadini la possibilità di fruire del servizio postale, definito dal legislatore "essenziale". La possibilità di servirsi di tale servizio deve, pertanto, essere indipendente da fattori come il reddito o la collocazione geografica. Se così non fosse i cittadini che abitano in zone disagiate (zone montane, realtà insulari) del paese potrebbero non essere in grado utilizzare i servizi postali che risulterebbero troppo cari a causa degli alti costi che richiederebbero le fasi di trasporto, smistamento e, soprattutto, recapito.

In Italia il servizio universale postale è affidato a Poste Italiane fino al 2026. Sull'affidamento il Ministero dello sviluppo economico effettua, ogni cinque anni, un controllo che viene svolto sulla base di un'analisi predisposta dall'Autorità. Nel 2016 l'Autorità ha concluso l'analisi relativa al primo quinquennio, verificando positivamente la conformità del servizio svolto alle garanzie di continuità e qualità e che fosse assicurata la rispondenza ai criteri di riduzione dei costi e di redditività degli investimenti previsti dal Contratto di Programma, stipulato tra il ministero dello sviluppo economico e Poste Italiane.  

Il servizio universale comprende:

1. la raccolta, il trasposto, lo smistamento e la distribuzione degli invii postali fino a 2 Kg;

2. la raccolta, il trasporto, lo smistamento e la distribuzione dei pacchi postali fino a 20 Kg;

3. i servizi relativi agli invii raccomandati e agli invii assicurati;

4. la "posta massiva" (comunicazioni bancarie, bollette e bollettini di pagamento, etc.).

Prima della legge annuale per il mercato e la concorrenza del 2017, alcuni servizi erano "riservati" a Poste Italiane. La riserva, che riguardava la notifica degli atti giudiziari e delle contravvenzioni al del Codice della strada, è stata formalmente abolita: l'Autorità, esercitando le competenze che tale legge le ha attribuito, ha approvato con la delibera 77/18/CONS il Regolamento per il rilascio delle licenze per svolgere il servizio di notificazione, tramite posta, di tali atti. Durante il procedimento istruttorio sono stati acquisiti anche i pareri del Ministero della giustizia e dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato. In conclusione, i servizi di notifica degli atti giudiziari e delle contravvenzioni al Codice della strada possono ora essere erogati anche da operatori postali alternativi, purché essi ottengano il necessario titolo abilitativo dal Ministero.

Il costo netto del servizio universale

Poste Italiane trasmette ogni anno all'Autorità, che poi procede a una verifica, il costo sostenuto per poter la fornitura dei servizi rientranti nel servizio universale ad un prezzo uniforme su tutto il territorio nazionale.  Secondo quanto previsto dal nostro ordinamento, il costo netto del servizio universale postale  può essere finanziato dal bilancio dello Stato e da un apposito fondo di compensazione, cui contribuiscono gli operatori postali. Finora in Italia il fondo di compensazione non è stato istituito.

Per il calcolo del costo netto del servizio universale postale l'Autorità utilizza la metodologia prevista dalla direttiva europea (allegato I): seguendo il"Profitability cost approach" il costo è calcolato come differenza tra il risultato d'esercizio dell'operatore designato per la fornitura del servizio universale ed il risultato d'esercizio che lo stesso operatore conseguirebbe nell'ipotesi in cui non fosse soggetto agli obblighi di servizio universale. Il fornitore designato è, dunque, compensato non solo delle perdite nette ma anche dei mancati profitti per la fornitura del servizio universale. Sono presi in considerazione anche, nel caso sussistano, gli eventuali vantaggi intangibili e commerciali. Ai fini del calcolo, come perimetro di riferimento è stato utilizzato quello comprendente i soli servizi rientranti nel servizio universale.

I procedimenti di verifica del calcolo del costo netto del servizio universale postale: l'innovativo intervento del Regolatore

L'ultimo iter istruttorio per la verifica del calcolo del costo netto del servizio postale universale per gli anni 2015 e 2016, secondo la metodologia conforme alle indicazioni contenute nella direttiva 2008/6/CE, è stato avviato con la comunicazione del 27 ottobre 2017. Per la sua conclusione si attende l'esito degli accertamenti ritenuti necessari da una recente proroga di 60 giorni, approvata per acquisire ulteriori dati ed elementi al fine di completare nella maniera più accurata possibile l'analisi in corso.  

Per gli anni precedenti (2013-2014 e 2011-2012) la valutazione del costo netto sostenuto da Poste Italiane si è conclusa con l'adozione di due provvedimenti, la delibera n. 412/14/CONS e la delibera d n. 298/17/CONS, con le quali l'Autorità, utilizzando la metodologia del profitability cost e, in alcuni casi, applicando alcuni correttivi ai costi dello scenario fattuale che riflettono gli efficientamenti realizzabili dall'incumbent, è sempre giunta ad una valutazione del costo netto del servizio universale postale sensibilmente inferiore rispetto a quella effettuata da Poste Italiane. Cionondimeno, l'Autorità ha sempre ritenuto iniquo l'onere sostenuto da Poste Italiane che ha dunque potuto beneficiare della compensazione statale; l'Autorità invece finora non ha mai ritenuto opportuna finora l'attivzione del fondo di compensazione.

La tutela dell'utente del servizio universale

Nel 2013, in sede di approvazione delle condizioni generali di servizio che disciplinano le modalità di erogazione del servizio alla clientela, sono state introdotte maggiori garanzie in termini di informazione e trasparenza ed è stato raddoppiato il periodo di giacenza gratuita degli invii non recapitati.

Sono stati poi modificati i criteri di distribuzione degli uffici postali precedentemente fissati con decreto del MISE che non prevedevano specifiche garanzie per quelle aree che, per condizioni demografiche e/o orografiche, potevano risultare svantaggiate nella fruizione del servizio postale universale. Con il suo intervento regolamentare l'Autorità ha introdotto misure a tutela degli utenti che abitano nelle zone remote o disagiate (ad esempio comuni montani, scarsamente abitati ed isole con un solo presidio postale), imponendo a Poste Italiane obblighi di comunicazione nei confronti degli utenti e di interlocuzione con gli enti locali interessati.

La disciplina delle nuove modalità di recapito degli invii postali a giorni alterni è stata introdotta nel 2015. Pur nel rispetto dell'obiettivo, fissato dalla legge di stabilità per il 2015, di riduzione dei costi del servizio universale, l'Autorità ha inteso limitare il possibile disagio per l'utenza: a tale scopo, oltre ad aver stabilito un approccio graduale nell'attuazione, ha definito i criteri per individuare i Comuni interessati, ha fissato obblighi di informazione a favore degli utenti e dei Comuni e ha previsto poteri inibitori dell'ulteriore attuazione del nuovo modello in presenza di scostamenti rilevanti relativi alla qualità del servizio o agli obiettivi di contenimento dei costi previsti.