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Secondary ticketing

Con il termine secondary ticketing ci si riferisce al mercato di vendita o qualunque forma di collocamento di titoli di accesso ad un prezzo maggiorato rispetto a quello nominale ad ogni genere di evento, non esclusivamente al settore dello spettacolo, parallelo a quello autorizzato.

Al fine di contrastare in radice tale fenomeno, la Legge 11 dicembre 2016, n. 232, recante "Bilancio di previsione dello Stato per finanziario 2017 e bilancio pluriennale per il triennio 2017-2019" ha introdotto una nuova fattispecie di illecito amministrativo consistente nella "vendita o qualsiasi altra forma di collocamento di titoli di accesso ad attività di spettacolo effettuata da soggetto diverso dai titolari, anche sulla base di apposito contratto o convenzione, dei sistemi per la loro emissione", così decretando il divieto di c.d. secondary ticketing.

Viene fatta salva unicamente "la vendita ad un prezzo uguale o inferiore a quello nominale di titoli di accesso ad attività di spettacolo effettuata da una persona fisica in modo occasionale, purché senza finalità commerciali".

La violazione del divieto suddetto ai sensi del medesimo comma 545 "è punita, salvo che il fatto non costituisca reato, con l'inibizione della condotta e con sanzioni amministrative pecuniarie da 5.000 euro a 180.000 euro, nonché, ove la condotta sia effettuata attraverso le reti di comunicazione elettronica […] con la rimozione dei contenuti, o, nei casi più gravi, con l'oscuramento del sito internet attraverso il quale la violazione è stata posta in essere, fatte salve le azioni risarcitorie".

La disciplina del secondary ticketing è stata modificata con la legge 30 dicembre 2018, n. 145, recante "Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2019 e bilancio pluriennale per il triennio 2019-2021", che, all'articolo 1, commi 1099-1100, introduce i commi da 545-bis a 545-quinquies della legge n. 232/2016.

In particolare:

  • al comma 545-bis viene disposto che, dal 1° luglio 2019, i titoli di accesso ad attività di spettacolo in impianti con capienza superiore a 5.000 spettatori sono nominali e disciplina la corrispondente procedura di cambio del nominativo;
  • al comma 545-quater viene introdotta e disciplinata l'unica procedura di intermediazione consentita attraverso la quale gli acquirenti dei biglietti possono rivendere, nel rispetto della Legge e nel rispetto delle condizioni ivi previste, i titoli acquistati;
  • al comma 545-quinquies viene previsto che, salva l'ipotesi di cessione autorizzata del titolo d'ingresso nominativo, secondo le modalità previste dai commi 545-bis a 545-quater, nel caso di diversità tra il nominativo dell'acquirente e quello del soggetto che intende usufruirne i titoli di accesso sono annullati senza alcun rimborso.

Per "titolari di sistemi di emissione di biglietti" si intendono esclusivamente i soggetti cui è stata concessa un'autorizzazione dall'Agenzia delle entrate ai sensi del provvedimento della stessa Agenzia del 22 ottobre 2002, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 258 del 4 novembre 2002, e s.m.i. recante "Autorizzazione al rilascio delle carte di attivazione relative a sistemi di emissione di titoli di accesso e di riconoscimento di idoneità di apparecchiature".

L'autorizzazione è concessa a fronte della conformità dei sistemi di emissione dei titoli di accesso al decreto del Ministero delle finanze del 13 luglio 2000 concernente norme di attuazione delle disposizioni recate dagli articoli 6 e 18 del decreto legislativo 26 febbraio 1999, n. 60, riguardante le caratteristiche degli apparecchi misuratori fiscali, il contenuto e le modalità di emissione dei titoli di accesso per gli intrattenimenti e le attività spettacolistiche. Il decreto in parola prevede, segnatamente, che il sistema impiegato per l'emissione dei biglietti sia dotato di un algoritmo che permette la generazione e apposizione di un "sigillo fiscale" che consente la registrazione univoca delle transazioni, comunicate con cadenza giornaliera all'Agenzia delle entrate al fine del calcolo delle imposte dovute sul valore nominale dei titoli emessi.

Le misure tecniche di dettaglio sono contenute nel provvedimento dell'Agenzia delle Entrate del 27 giugno 2019 adottate a valle del procedimento di notifica alla Commissione Europea che ne ha, dunque, ratificato l'ammissibilità rispetto al diritto europeo.

Al capo III del provvedimento in parola, segnatamente ai punti 6.3 e 6.4, vengono espressamente declinati i parametri tecnici della procedura di cambio nominale dei titoli di accesso (6.3) e della procedura di intermediazione per la rivendita (6.4).

Con le modifiche apportate nel 2018 e i successivi provvedimenti amministrativi di dettaglio è stato, dunque, rafforzato l'apparato di garanzia, di tal che è pacificamente possibile osservare che la Legge vieta l'attività di Secondary Ticketing, a qualunque titolo svolta, sanzionando (con sanzioni amministrative pecuniarie da 5.000 euro a 180.000 euro) i soggetti diversi dai titolari dei titoli di accesso ad attività di spettacolo ed inibendo il proseguimento di detta attività (attraverso la rimozione selettiva dei singoli contenuti o ne casi più gravi con l'oscuramento del sito se svolta attraverso reti di comunicazione elettroniche come nel caso in esame). Il legislatore, infatti, vieta anche all'organizzatore dell'evento la possibilità di delegare la distribuzione a terzi non autorizzati dei titoli di accesso.

Con il termine secondary ticketing ci si riferisce al mercato di vendita o qualunque forma di collocamento di titoli di accesso ad un prezzo maggiorato rispetto a quello nominale ad ogni genere di evento, non esclusivamente al settore dello spettacolo, parallelo a quello autorizzato.

Al fine di contrastare in radice tale fenomeno, la Legge 11 dicembre 2016, n. 232, recante "Bilancio di previsione dello Stato per finanziario 2017 e bilancio pluriennale per il triennio 2017-2019" ha introdotto una nuova fattispecie di illecito amministrativo consistente nella "vendita o qualsiasi altra forma di collocamento di titoli di accesso ad attività di spettacolo effettuata da soggetto diverso dai titolari, anche sulla base di apposito contratto o convenzione, dei sistemi per la loro emissione", così decretando il divieto di c.d. secondary ticketing.

Viene fatta salva unicamente "la vendita ad un prezzo uguale o inferiore a quello nominale di titoli di accesso ad attività di spettacolo effettuata da una persona fisica in modo occasionale, purché senza finalità commerciali".

La violazione del divieto suddetto ai sensi del medesimo comma 545 "è punita, salvo che il fatto non costituisca reato, con l'inibizione della condotta e con sanzioni amministrative pecuniarie da 5.000 euro a 180.000 euro, nonché, ove la condotta sia effettuata attraverso le reti di comunicazione elettronica […] con la rimozione dei contenuti, o, nei casi più gravi, con l'oscuramento del sito internet attraverso il quale la violazione è stata posta in essere, fatte salve le azioni risarcitorie".

La disciplina del secondary ticketing è stata modificata con la legge 30 dicembre 2018, n. 145, recante "Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2019 e bilancio pluriennale per il triennio 2019-2021", che, all'articolo 1, commi 1099-1100, introduce i commi da 545-bis a 545-quinquies della legge n. 232/2016.

In particolare:

  • al comma 545-bis viene disposto che, dal 1° luglio 2019, i titoli di accesso ad attività di spettacolo in impianti con capienza superiore a 5.000 spettatori sono nominali e disciplina la corrispondente procedura di cambio del nominativo;
  • al comma 545-quater viene introdotta e disciplinata l'unica procedura di intermediazione consentita attraverso la quale gli acquirenti dei biglietti possono rivendere, nel rispetto della Legge e nel rispetto delle condizioni ivi previste, i titoli acquistati;
  • al comma 545-quinquies viene previsto che, salva l'ipotesi di cessione autorizzata del titolo d'ingresso nominativo, secondo le modalità previste dai commi 545-bis a 545-quater, nel caso di diversità tra il nominativo dell'acquirente e quello del soggetto che intende usufruirne i titoli di accesso sono annullati senza alcun rimborso.

Per "titolari di sistemi di emissione di biglietti" si intendono esclusivamente i soggetti cui è stata concessa un'autorizzazione dall'Agenzia delle entrate ai sensi del provvedimento della stessa Agenzia del 22 ottobre 2002, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 258 del 4 novembre 2002, e s.m.i. recante "Autorizzazione al rilascio delle carte di attivazione relative a sistemi di emissione di titoli di accesso e di riconoscimento di idoneità di apparecchiature".

L'autorizzazione è concessa a fronte della conformità dei sistemi di emissione dei titoli di accesso al decreto del Ministero delle finanze del 13 luglio 2000 concernente norme di attuazione delle disposizioni recate dagli articoli 6 e 18 del decreto legislativo 26 febbraio 1999, n. 60, riguardante le caratteristiche degli apparecchi misuratori fiscali, il contenuto e le modalità di emissione dei titoli di accesso per gli intrattenimenti e le attività spettacolistiche. Il decreto in parola prevede, segnatamente, che il sistema impiegato per l'emissione dei biglietti sia dotato di un algoritmo che permette la generazione e apposizione di un "sigillo fiscale" che consente la registrazione univoca delle transazioni, comunicate con cadenza giornaliera all'Agenzia delle entrate al fine del calcolo delle imposte dovute sul valore nominale dei titoli emessi.

Le misure tecniche di dettaglio sono contenute nel provvedimento dell'Agenzia delle Entrate del 27 giugno 2019 adottate a valle del procedimento di notifica alla Commissione Europea che ne ha, dunque, ratificato l'ammissibilità rispetto al diritto europeo.

Al capo III del provvedimento in parola, segnatamente ai punti 6.3 e 6.4, vengono espressamente declinati i parametri tecnici della procedura di cambio nominale dei titoli di accesso (6.3) e della procedura di intermediazione per la rivendita (6.4).

Con le modifiche apportate nel 2018 e i successivi provvedimenti amministrativi di dettaglio è stato, dunque, rafforzato l'apparato di garanzia, di tal che è pacificamente possibile osservare che la Legge vieta l'attività di Secondary Ticketing, a qualunque titolo svolta, sanzionando (con sanzioni amministrative pecuniarie da 5.000 euro a 180.000 euro) i soggetti diversi dai titolari dei titoli di accesso ad attività di spettacolo ed inibendo il proseguimento di detta attività (attraverso la rimozione selettiva dei singoli contenuti o ne casi più gravi con l'oscuramento del sito se svolta attraverso reti di comunicazione elettroniche come nel caso in esame). Il legislatore, infatti, vieta anche all'organizzatore dell'evento la possibilità di delegare la distribuzione a terzi non autorizzati dei titoli di accesso.