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Pianificazione

Con riferimento alla pianificazione delle frequenze per l'esercizio delle reti in ambito nazionale, gli attuali riferimenti sono costituiti dalla delibera n. 300/10/CONS del 15 giugno 2010 recante "Piano nazionale di assegnazione delle frequenze per il servizio di radiodiffusione televisiva terrestre in tecnica digitale: criteri generali" e dalla sua più significativa revisione, adottata con la delibera n. 451/13/CONS del 18 luglio 2013 e successive modifiche (delibera n. 539/13/CONS, delibera n. 631/13/CONS, delibera n. 149/14/CONS). 

Per quanto riguarda la pianificazione delle frequenze attualmente vigente per l'esercizio delle reti in ambito locale, i riferimenti principali sono i seguenti:

  • delibera n. 480/14/CONS del 23 settembre 2014, con la quale è stata aggiornata la pianificazione per ciascuna Regione italiana a valle della esclusione dalla pianificazione delle frequenze assegnate ai Paesi confinanti e oggetto di accertate situazioni interferenziali prevista dall'articolo 6, comma 8, della legge 21 febbraio 2014, n. 9;
  • delibera n. 402/15/CONS del 25 giugno 2015, con la quale si è proceduto ad integrare la pianificazione delle reti locali con le frequenze internazionalmente attribuite all'Italia e non assegnate a operatori di rete in ambito nazionale, in base a quanto previsto dall'articolo 1, comma 147, della legge 23 dicembre 2014, n. 190 (legge di stabilità 2015) di modifica dell'articolo 6 della legge 21 febbraio 2014, n. 9.

Il processo avviato dalla decisione (UE) 2017/899 del Parlamento europeo e del Consiglio del 17 maggio 2017 – relativa alla ridestinazione (c.d. refarming) della banda dei 700 MHz ai servizi di comunicazione elettronica a banda larga senza fili – ha comportato una necessaria ridefinizione dell'intero assetto del sistema radiotelevisivo italiano, che entrerà a pieno regime a partire dal 1° luglio 2022, attraverso una nuova pianificazione delle risorse frequenziali utilizzabili per il servizio di radiodiffusione sia nella banda 470-790 MHz (banda UHF-IV/V) che nella banda 174-230 MHz (banda VHF‑III).

Preliminarmente, l'Autorità ha quindi adottato la delibera n. 40/17/CONS del 26 gennaio 2017 con la quale, nelle more della ripianificazione complessiva delle risorse destinate al servizio di radiodiffusione, sono stati sospesi tutti i processi di riconfigurazione delle reti trasmissive esistenti previsti delle vigenti delibere di pianificazione.

La legge 27 dicembre 2017, n. 205 (legge di Bilancio 2018), integrata e modificata dalla legge 30 dicembre 2018, n. 145 (legge di Bilancio 2019), tra i compiti e gli adempimenti posti in capo all'Autorità ai fini dell'attuazione del refarming della banda dei 700 MHz, ha fornito specifiche indicazioni per delineare lo scenario di pianificazione nazionale e locale, basato sull'adozione dello standard trasmissivo DVB-T2 e delle codifiche o standard più avanzati.

Con delibera n. 290/18/CONS del 27giugno 2018, l'Autorità ha quindi approvato un primo piano nazionale di assegnazione delle frequenze da destinare al servizio televisivo digitale terrestre all'esito del suddetto processo, ai sensi dell'articolo 1, comma 1030, della legge di Bilancio 2018.

Successivamente, in recepimento delle novità introdotte dalla legge di Bilancio 2019, l'Autorità ha provveduto ad aggiornare il Piano nazionale di assegnazione delle frequenze per il servizio televisivo in ambito nazionale e locale (PNAF) con la delibera n. 39/19/CONS del 7 febbraio 2019 (poi modificata dalla delibera n. 162/20/CONS del 23 aprile 2020). Il nuovo PNAF costituisce il presupposto fondamentale di tutto il processo di refarming in quanto ne delinea il punto di arrivo ovvero l'assetto frequenziale del sistema radiotelevisivo italiano che andrà a regime a partire dal 1° luglio 2022, al termine del periodo transitorio.

Il nuovo PNAF pianifica le frequenze, coerentemente con gli accordi internazionali di coordinamento, per le seguenti reti digitali terrestri: 12 reti nazionali in banda UHF (di cui una decomponibile per macro-aree e una integrata da frequenze della banda III-VHF), almeno 1 rete locale in banda UHF con copertura non inferiore al 90% di popolazione in ciascuna area tecnica (reti locali di 1° livello), 1 o più reti locali in banda UHF in ciascuna area tecnica senza il vincolo di copertura del 90% di popolazione (reti locali di 2° livello).

Con riferimento alla pianificazione delle frequenze per l'esercizio delle reti in ambito nazionale, gli attuali riferimenti sono costituiti dalla delibera n. 300/10/CONS del 15 giugno 2010 recante "Piano nazionale di assegnazione delle frequenze per il servizio di radiodiffusione televisiva terrestre in tecnica digitale: criteri generali" e dalla sua più significativa revisione, adottata con la delibera n. 451/13/CONS del 18 luglio 2013 e successive modifiche (delibera n. 539/13/CONS, delibera n. 631/13/CONS, delibera n. 149/14/CONS). 

Per quanto riguarda la pianificazione delle frequenze attualmente vigente per l'esercizio delle reti in ambito locale, i riferimenti principali sono i seguenti:

  • delibera n. 480/14/CONS del 23 settembre 2014, con la quale è stata aggiornata la pianificazione per ciascuna Regione italiana a valle della esclusione dalla pianificazione delle frequenze assegnate ai Paesi confinanti e oggetto di accertate situazioni interferenziali prevista dall'articolo 6, comma 8, della legge 21 febbraio 2014, n. 9;
  • delibera n. 402/15/CONS del 25 giugno 2015, con la quale si è proceduto ad integrare la pianificazione delle reti locali con le frequenze internazionalmente attribuite all'Italia e non assegnate a operatori di rete in ambito nazionale, in base a quanto previsto dall'articolo 1, comma 147, della legge 23 dicembre 2014, n. 190 (legge di stabilità 2015) di modifica dell'articolo 6 della legge 21 febbraio 2014, n. 9.

Il processo avviato dalla decisione (UE) 2017/899 del Parlamento europeo e del Consiglio del 17 maggio 2017 – relativa alla ridestinazione (c.d. refarming) della banda dei 700 MHz ai servizi di comunicazione elettronica a banda larga senza fili – ha comportato una necessaria ridefinizione dell'intero assetto del sistema radiotelevisivo italiano, che entrerà a pieno regime a partire dal 1° luglio 2022, attraverso una nuova pianificazione delle risorse frequenziali utilizzabili per il servizio di radiodiffusione sia nella banda 470-790 MHz (banda UHF-IV/V) che nella banda 174-230 MHz (banda VHF‑III).

Preliminarmente, l'Autorità ha quindi adottato la delibera n. 40/17/CONS del 26 gennaio 2017 con la quale, nelle more della ripianificazione complessiva delle risorse destinate al servizio di radiodiffusione, sono stati sospesi tutti i processi di riconfigurazione delle reti trasmissive esistenti previsti delle vigenti delibere di pianificazione.

La legge 27 dicembre 2017, n. 205 (legge di Bilancio 2018), integrata e modificata dalla legge 30 dicembre 2018, n. 145 (legge di Bilancio 2019), tra i compiti e gli adempimenti posti in capo all'Autorità ai fini dell'attuazione del refarming della banda dei 700 MHz, ha fornito specifiche indicazioni per delineare lo scenario di pianificazione nazionale e locale, basato sull'adozione dello standard trasmissivo DVB-T2 e delle codifiche o standard più avanzati.

Con delibera n. 290/18/CONS del 27giugno 2018, l'Autorità ha quindi approvato un primo piano nazionale di assegnazione delle frequenze da destinare al servizio televisivo digitale terrestre all'esito del suddetto processo, ai sensi dell'articolo 1, comma 1030, della legge di Bilancio 2018.

Successivamente, in recepimento delle novità introdotte dalla legge di Bilancio 2019, l'Autorità ha provveduto ad aggiornare il Piano nazionale di assegnazione delle frequenze per il servizio televisivo in ambito nazionale e locale (PNAF) con la delibera n. 39/19/CONS del 7 febbraio 2019 (poi modificata dalla delibera n. 162/20/CONS del 23 aprile 2020). Il nuovo PNAF costituisce il presupposto fondamentale di tutto il processo di refarming in quanto ne delinea il punto di arrivo ovvero l'assetto frequenziale del sistema radiotelevisivo italiano che andrà a regime a partire dal 1° luglio 2022, al termine del periodo transitorio.

Il nuovo PNAF pianifica le frequenze, coerentemente con gli accordi internazionali di coordinamento, per le seguenti reti digitali terrestri: 12 reti nazionali in banda UHF (di cui una decomponibile per macro-aree e una integrata da frequenze della banda III-VHF), almeno 1 rete locale in banda UHF con copertura non inferiore al 90% di popolazione in ciascuna area tecnica (reti locali di 1° livello), 1 o più reti locali in banda UHF in ciascuna area tecnica senza il vincolo di copertura del 90% di popolazione (reti locali di 2° livello).