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Il progetto

Osservatorio sul giornalismo

Il ProgettoTorna indietro

L'Autorità, per le competenze istituzionali che l'ordinamento le attribuisce e per la specifica sensibilità che le deriva da dette competenze, svolge regolarmente indagini conoscitive nei settori regolamentati. Tale sforzo di indagine si è già tradotto in contributi di studio offerti in passato all'attenzione dei cittadini e degli operatori, nel più ampio contesto dell'analisi dei mercati dei media.

In questo quadro, l'Osservatorio sul Giornalismo si pone quale strumento di confronto privilegiato e diretto con i giornalisti italiani. Nell'ambito dell'Osservatorio vengono, infatti, rivolte  una serie di domande intese a far emergere  il punto di vista dei professionisti dell'informazione circa l'evoluzione della professione, la qualità e le criticità del proprio ruolo nell'attuale fase; gli effetti indotti dalla innovazione tecnologica; le criticità, le sfide e le opportunità connesse al cambio di scenario in corso; l'esigenza di ricerca di nuove identità e nuove visioni  in risposta alla crisi generalizzata dei comparti tradizionali della comunicazione.

La metodologiaTorna indietro

Per realizzare l'Osservatorio sul giornalismo, si è scelto di utilizzare, come strumento di raccolta delle informazioni, un questionario rivolto a tutti i giornalisti che operano nel contesto nazionale.

È stato quindi predisposto un questionario compilabile online, anche attraverso dispositivi mobili, contenente circa 40 domande, che spaziano dalle caratteristiche individuali (età, genere, istruzione, …), al lavoro di giornalista, alle fonti e agli strumenti utilizzati nell'attività giornalistica, fino all'evoluzione della professione. In particolare, le domande sottoposte ai giornalisti – opportunamente testate prima della divulgazione – sono state elaborate all'esito di un'accurata ricognizione degli studi empirici esistenti in materia, nell'intento di formulare quesiti idonei a cogliere i punti di vista degli interessati sulle questioni oggetto di analisi, che fossero di agevole fruibilità e consentissero di ottenere risultati confrontabili con un benchmark internazionale.

Nel compiere tale scelta metodologica, si è tenuto conto, peraltro, della economicità dello strumento online, della relativa semplicità di compilazione e di invio, della facilità di controllo e immagazzinamento dei dati, nonché della capillare diffusione di internet presso i professionisti dell'informazione.

Stante l'ampio consenso manifestato dai rappresentanti e professionisti del settore per l'analisi avviata, dimostrato dall'elevata partecipazione alla I edizione (oltre 2.300 contributi validi), si è riscontrata, altresì, l'opportunità di prevedere nuovamente l'adesione spontanea all'Osservatorio da parte dei soggetti appartenenti all'intero universo giornalistico, preferendo tale opzione alla somministrazione del questionario ad un campione predefinito di individui. Al fine di ottenere un tasso di risposta quanto più elevato possibile, l'Autorità ha, comunque, proceduto a portare l'iniziativa all'attenzione degli interessati, raggiungendoli sia direttamente, sia indirettamente, attraverso il coinvolgimento dei diversi attori operanti nel comparto che hanno aderito all'iniziativa (associazioni di categoria rappresentative di tutti i mezzi di comunicazione, federazioni sindacali, ...).

La predetta impostazione metodologica, ampiamente utilizzata in ambito internazionale, risulta robusta e standardizzata, come dimostra la consolidata letteratura di riferimento (cfr., a mero titolo di esempio, Deuze & Paulussen, 2002, Research Note: Online Journalism in the Low Countries Basic, Occupational and Professional Characteristics of Online Journalists; Reinardy, 2010, Downsizing effects on personnel: the case of layoff survivors in US newspapers; Hanitzsch et al., 2010, Modeling Perceived Influences on Journalism: Evidence from a Cross-National Survey of Journalists; Willnat & Weaver, 2012, The global journalist in the 21st century; Hanusch, 2013, Journalists in Times of Change: Evidence from a New Survey of Australia's Journalistic Workforce; Willnat & Weaver, 2014, The American Journalist in the digital age; Thurman, Cornia, & Kunert, 2016, Journalists in the UK).

Eventuali aspetti di criticità, soprattutto in relazione a fenomeni statistici di autoselezione, sono stati affrontati e superati, in sede di elaborazione dei dati raccolti, attraverso un'adeguata metodologia di riponderazione del campione dei rispondenti rispetto alle caratteristiche sociodemografiche dell'universo di riferimento (l'insieme dei giornalisti italiani).


 

Osservatorio sul giornalismo

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L'Autorità, per le competenze istituzionali che l'ordinamento le attribuisce e per la specifica sensibilità che le deriva da dette competenze, svolge regolarmente indagini conoscitive nei settori regolamentati. Tale sforzo di indagine si è già tradotto in contributi di studio offerti in passato all'attenzione dei cittadini e degli operatori, nel più ampio contesto dell'analisi dei mercati dei media.

In questo quadro, l'Osservatorio sul Giornalismo si pone quale strumento di confronto privilegiato e diretto con i giornalisti italiani. Nell'ambito dell'Osservatorio vengono, infatti, rivolte  una serie di domande intese a far emergere  il punto di vista dei professionisti dell'informazione circa l'evoluzione della professione, la qualità e le criticità del proprio ruolo nell'attuale fase; gli effetti indotti dalla innovazione tecnologica; le criticità, le sfide e le opportunità connesse al cambio di scenario in corso; l'esigenza di ricerca di nuove identità e nuove visioni  in risposta alla crisi generalizzata dei comparti tradizionali della comunicazione.

La metodologiaTorna indietro

Per realizzare l'Osservatorio sul giornalismo, si è scelto di utilizzare, come strumento di raccolta delle informazioni, un questionario rivolto a tutti i giornalisti che operano nel contesto nazionale.

È stato quindi predisposto un questionario compilabile online, anche attraverso dispositivi mobili, contenente circa 40 domande, che spaziano dalle caratteristiche individuali (età, genere, istruzione, …), al lavoro di giornalista, alle fonti e agli strumenti utilizzati nell'attività giornalistica, fino all'evoluzione della professione. In particolare, le domande sottoposte ai giornalisti – opportunamente testate prima della divulgazione – sono state elaborate all'esito di un'accurata ricognizione degli studi empirici esistenti in materia, nell'intento di formulare quesiti idonei a cogliere i punti di vista degli interessati sulle questioni oggetto di analisi, che fossero di agevole fruibilità e consentissero di ottenere risultati confrontabili con un benchmark internazionale.

Nel compiere tale scelta metodologica, si è tenuto conto, peraltro, della economicità dello strumento online, della relativa semplicità di compilazione e di invio, della facilità di controllo e immagazzinamento dei dati, nonché della capillare diffusione di internet presso i professionisti dell'informazione.

Stante l'ampio consenso manifestato dai rappresentanti e professionisti del settore per l'analisi avviata, dimostrato dall'elevata partecipazione alla I edizione (oltre 2.300 contributi validi), si è riscontrata, altresì, l'opportunità di prevedere nuovamente l'adesione spontanea all'Osservatorio da parte dei soggetti appartenenti all'intero universo giornalistico, preferendo tale opzione alla somministrazione del questionario ad un campione predefinito di individui. Al fine di ottenere un tasso di risposta quanto più elevato possibile, l'Autorità ha, comunque, proceduto a portare l'iniziativa all'attenzione degli interessati, raggiungendoli sia direttamente, sia indirettamente, attraverso il coinvolgimento dei diversi attori operanti nel comparto che hanno aderito all'iniziativa (associazioni di categoria rappresentative di tutti i mezzi di comunicazione, federazioni sindacali, ...).

La predetta impostazione metodologica, ampiamente utilizzata in ambito internazionale, risulta robusta e standardizzata, come dimostra la consolidata letteratura di riferimento (cfr., a mero titolo di esempio, Deuze & Paulussen, 2002, Research Note: Online Journalism in the Low Countries Basic, Occupational and Professional Characteristics of Online Journalists; Reinardy, 2010, Downsizing effects on personnel: the case of layoff survivors in US newspapers; Hanitzsch et al., 2010, Modeling Perceived Influences on Journalism: Evidence from a Cross-National Survey of Journalists; Willnat & Weaver, 2012, The global journalist in the 21st century; Hanusch, 2013, Journalists in Times of Change: Evidence from a New Survey of Australia's Journalistic Workforce; Willnat & Weaver, 2014, The American Journalist in the digital age; Thurman, Cornia, & Kunert, 2016, Journalists in the UK).

Eventuali aspetti di criticità, soprattutto in relazione a fenomeni statistici di autoselezione, sono stati affrontati e superati, in sede di elaborazione dei dati raccolti, attraverso un'adeguata metodologia di riponderazione del campione dei rispondenti rispetto alle caratteristiche sociodemografiche dell'universo di riferimento (l'insieme dei giornalisti italiani).