Focus bilanci 2020 - 2024

Data
07/04/2026 - 16:14
Data di pubblicazione

Pubblicato il “Focus Bilanci 2020-2024”, relativo a circa 130 tra le principali imprese operanti nei settori delle comunicazioni elettroniche, dei servizi di corrispondenza e consegna pacchi, televisivo e dell’editoria quotidiana e periodica[1].

Il rapporto fotografa lo “stato di salute” dei settori di interesse istituzionale dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, analizzando i dati relativi alle principali grandezze economiche, finanziarie, patrimoniali e occupazionali desumibili dai bilanci relativi agli ultimi cinque esercizi.

 

Comunicazioni elettroniche 

Nel periodo 2020-2024 il settore delle comunicazioni elettroniche mostra una dinamica dei ricavi complessivamente stabile. I ricavi aggregati delle principali aziende (52 imprese incluse in questa analisi) rimangono infatti pressoché invariati, attestandosi a 28,6 miliardi di euro a fine 2024, con una lieve diminuzione (-0,6%) rispetto al 2023. I principali operatori retail (TIM, WindTre, Iliad, Fastweb e Vodafone[2]) generano oltre i tre quarti delle risorse complessive.

Per quanto riguarda la redditività, nel 2024 si registra un miglioramento dei margini operativi. L’EBITDA margin (margine operativo lordo in rapporto ai ricavi) cresce di 7 punti percentuali (p.p.) rispetto al 2023 (dal 23,3% al 30,4%), grazie tra l’altro alla riduzione dei costi operativi e del personale. Anche l’EBIT margin (margine operativo netto in rapporto ai ricavi) migliora, tornando su valori positivi (+2,3% nel 2024), pur rimanendo inferiore al 9,6% registrato nel 2020.

Nel periodo 2020-2024, il livello di patrimonializzazione delle imprese analizzate - calcolato come rapporto tra patrimonio netto e totale delle passività - ha registrato una media annua pari al 28,6%. Nel 2024 il valore si attesta al 28,3%, evidenziando un incremento di 2,6 p.p. rispetto al 2023.

Gli investimenti risultano consistenti e sostanzialmente stabili nel periodo 2020-2024. Nel 2024 sono stimati in 7,1 miliardi di euro, pari al 25,1% dei ricavi, riflettendo l’elevato fabbisogno del settore legato, in particolare, allo sviluppo delle infrastrutture di rete e all’evoluzione tecnologica. 

Nel corso dell’intero periodo considerato, il flusso finanziario generato dall’attività operativa in rapporto ai ricavi è stato mediamente pari al 23,4% annuo. Dopo il calo registrato nel 2021 e nel 2022, l’indicatore è tornato a crescere nel 2023, fino a raggiungere il 27,6% nel 2024. Tuttavia, se rapportato agli investimenti, nell’arco di tempo analizzato, il flusso finanziario generato dall’attività operativa risulta quasi integralmente assorbito dagli investimenti. 

Infine, sul fronte occupazionale si osserva una diminuzione di circa 5.600 unità rispetto al 2020. Nel 2024 si registra una contrazione su base annua pari all’1,4%, equivalente a circa 800 addetti. Il calo, tuttavia, risulta meno marcato rispetto agli anni precedenti, suggerendo una possibile stabilizzazione del numero degli occupati nei prossimi anni, dopo una lunga fase di contrazione legata soprattutto ai processi di riorganizzazione aziendale degli operatori storici. Tale riduzione è stata solo parzialmente compensata dall’espansione dei livelli occupazionali da parte dei nuovi operatori entrati sul mercato nei segmenti retail e wholesale, nonché dal dinamismo di alcune realtà emergenti.

 

Key data - Comunicazione elettroniche

 20202021202220232024
Ricavi (mld €)28,628,828,428,828,6
Ebitda / Ricavi (%)36,527,124,323,330,4
Ebit / Ricavi (%)9,6-0,1-3,2-3,82,3
Patrimonio netto / Passività complessive (%)33,527,827,425,628,3
Risultato esercizio / Patrimonio netto (%)21,4-28,9-14,7-9,1-8,6
Investimenti / Ricavi (%)27,626,723,523,325,1
Cash flow / Ricavi (%)32,323,413,320,727,6
Investimenti / cash flow (%)85,5114,1177,6112,791,1
Addetti (Migliaia)61,460,158,756,555,8

 

Servizi di corrispondenza e consegna pacchi 

Le risorse complessive del settore (nella presente analisi sono incluse 27 imprese) registrano una crescita sostenuta nel periodo 2020 – 2024. I ricavi passano da 10,2 miliardi a 13,2 miliardi di euro, con un aumento complessivo del 29,7% e un tasso di medio annuo del 6,7%, trainato soprattutto dall’espansione dell’e‑commerce e dalla conseguente crescita della domanda di servizi di recapito dei pacchi. Nel 2024 si registra una crescita del 5,1% su base annua.

Tra il 2020 ed il 2024 il margine operativo lordo (EBITDA) in rapporto ai ricavi mostra un andamento crescente, con un valore medio annuo pari al 16,6%. Analogamente, anche il rapporto tra il margine operativo netto (EBIT) e ricavi cresce, raggiungendo nel 2024 il 9,1% nel 2024, in aumento di 0,9 p.p. su base annua e 5,6 p.p. rispetto al 2020.

Nel periodo osservato, l’indicatore rappresentato dal ricorso ai mezzi propri (patrimonio netto sulle passività complessive) risulta mediamente pari al 6,0% annuo e mostra un incremento di 1 p.p. nell’ultimo anno. 

Nel 2024, il livello complessivo degli investimenti ha raggiunto un valore di circa 1,07 miliardi di euro, con un aumento del 10,1% rispetto al 2023. Nell’intero periodo considerato, gli investimenti sono stati mediamente pari a circa 980 milioni di euro annui, evidenziando come le imprese, pur con differenze tra le varie tipologie, continuino a puntare su automazione, digitalizzazione e rafforzamento delle reti logistiche, con l’obiettivo di migliorare l’efficienza operativa per rispondere alla crescente domanda di servizi di consegna rapidi e flessibili.

Per quanto riguarda il flusso finanziario generato dall’attività operativa, nel periodo 2020 – 2024 l’indicatore in rapporto ai ricavi è stato mediamente pari al 16,2% annuo. Nel 2024 si registra una crescita rispetto al 2023, con un valore pari al 21,2%.

Il numero di addetti, pari a poco più di 124.000 unità a fine 2024, risulta in diminuzione di circa 1.570 unità rispetto al 2020. Tale riduzione è dovuta principalmente ai processi riorganizzativi del Gruppo Poste Italiane, mentre gli organici diretti delle altre imprese del settore risultano in aumento, con oltre 4.700 unità aggiuntive nel periodo considerato. 

 

Key data – servizi di corrispondenza e di consegna pacchi 

 20202021202220232024
Ricavi (mld €)10,211,712,212,513,2
Ebitda / Ricavi (%)11,014,416,918,720,5
Ebit / Ricavi (%)3,56,86,38,39,1
Patrimonio netto / Passività complessive (%)6,86,64,05,76,8
Risultato esercizio / Patrimonio netto (%)6,512,918,321,924,9
Investimenti / Ricavi (%)5,55,35,34,74,8
Cash flow / Ricavi (%)9,48,723,216,621,2
Investimenti / cash flow (%)93,094,635,646,438,1
Addetti (Migliaia)125,9122,1126,4126,1124,3

 

Televisione (TV)

I ricavi registrati nel 2024 dalle principali imprese analizzate (nella presente analisi ne sono incluse 20)[3] raggiungono 8,82 miliardi di euro, in crescita sia rispetto al 2020 (+8,4%), quando ammontavano a 8,14 miliardi di euro, sia su base annua (+6,7%). In media, nel periodo considerato, i ricavi hanno registrato una crescita annua di circa il 2%. 

Le dinamiche risultano tuttavia differenziate tra le diverse tipologie di ricavo: più in dettaglio, nell’ultimo anno, risultano in ripresa i ricavi da pubblicità (+8,9%) e quelli da servizi pay TV (+9,3%), mentre il canone Rai resta sostanzialmente stabile (+0,9%).

Il margine operativo lordo complessivo del settore è stato pari, nel periodo considerato, ad un valore medio annuo del 14,0% in rapporto ai ricavi. Nel 2024 si osserva un miglioramento, con un incremento dal 14,7% al 17,9%. 

Il grado di patrimonializzazione del settore - misurato dal rapporto del patrimonio sulle passività complessive - mostra un valore medio del 38,4% annuo e un andamento di crescita sull’intero periodo (dal 30,5% al 44,1%). Nel 2024, tuttavia, si registra una lieve flessione rispetto al 2023 (dal 44,6% al 44,1%).

In relazione all’andamento degli investimenti, tenuto conto delle diverse modalità di contabilizzazione della spesa in contenuti e diritti televisivi, si stima che nel 2024 la spesa complessiva per produzione di contenuti e acquisizione di diritti (contabilmente composta da investimenti e specifiche poste contabili registrate nei costi operativi) sia valutabile in 3,1 miliardi di euro, valore leggermente inferiore rispetto al 2023 e pari al 35,3% dei ricavi aggregati. 

Il flusso finanziario generato dall’attività operativa in rapporto ai ricavi è stato mediamente pari al 14,2% annuo nel periodo considerato. Dopo il calo registrato nel corso del 2022, il 2023 segna un miglioramento che si rafforza ulteriormente nel 2024, quando l’indicatore raggiunge il 19,7% in aumento di 6,3 p.p. rispetto all’anno precedente. 

Sul piano occupazionale, il settore registra una moderata riduzione degli addetti. Nel periodo 2020 – 2024 si perdono circa 900 addetti, passando da circa 21.500 a 20.600 occupati. Nell’ultimo anno gli occupati diminuiscono di 315 unità, soprattutto tra gli operatori di maggiori dimensioni in termini di fatturato.

 

Key data - TV

 20202021202220232024
Ricavi (mld €)8,148,298,188,278,82
Ebitda / Ricavi (%)13,212,011,714,717,9
Ebit / Ricavi (%)-10,2-6,1-7,6-3,71,1
Patrimonio netto / Passività complessive (%)30,536,837,544,644,1
Risultato esercizio / Patrimonio netto (%)-18,3-9,9-14,3-9,0-2,9
Investimenti / Ricavi (%)49,347,639,338,435,3
Cash flow / Ricavi (%)12,517,27,913,419,7
Addetti (Migliaia)21,5121,1720,9520,9120,59

 

 

Editoria quotidiana e periodica

Nel 2024 i ricavi complessivi dalle principali imprese editoriali (nella presente analisi ne sono incluse 27) ammontano a 4,05 miliardi di euro, in diminuzione del 2,0% rispetto al 2023, ma in crescita dell’8,6% rispetto al 2020. Nel periodo, i ricavi crescono a un tasso medio annuo del 2,1%.

Il mercato domestico, che raccoglie i ricavi realizzati in Italia, nel 2024 registra una riduzione del 2,3% su base annua, attestandosi su di un valore pari a 3,59 miliardi di euro, e una flessione del 6,7% rispetto al 2020. 

Per quanto riguarda la composizione dei ricavi, nel 2024 crescono, rispetto al 2023, quelli dell’editoria libraria (+2,5%), mentre risultano in calo i ricavi pubblicitari (-3,3%) e quelli editoriali (-5,3%), riflettendo le difficoltà strutturali della stampa tradizionale. Nonostante questi andamenti, queste due ultime tipologie di ricavi rappresentano ancora una quota significativa del mercato domestico, con il 30% dei ricavi complessivi derivanti dalla pubblicità e il 35,4% dai ricavi editoriali.

La redditività del settore è in miglioramento. L’EBITDA margin (il margine operativo lordo in rapporto ai ricavi) cresce dall’8,7% al 13,4% dal 2020 al 2024, mentre l’EBIT margin, negativo nel 2020, raggiunge il 5,6% nel 2024. 

Nel periodo considerato si osserva un rafforzamento patrimoniale delle imprese del settore: il rapporto tra patrimonio netto e passività dal 38,0% del 2020 al 43,6% del 2024, con un incremento di 1,6 p.p. nell’ultimo anno. 

Gli investimenti complessivi nel settore tra il 2020 e il 2024 ammontano a circa 810 milioni di euro. Tra il 2023 e il 2024, si registra una riduzione degli investimenti complessivi, che passano da 190 a 165 milioni di euro, con il rapporto tra investimenti e ricavi (intensità degli investimenti) che scende dal 4,6% al 4,1%.

Il flusso finanziario generato dall’attività operativa, in rapporto ai ricavi, mostra forti oscillazioni nel periodo considerato, con un valore medio del 14,7% annuo. 

Infine, per quanto riguarda i livelli occupazionali, gli addetti delle principali imprese del settore si sono ridotti di oltre 760 unità (-5,7%), passando da un totale di circa 13.240 nel 2020 a poco meno di 12.500 nel 2024, con un aumento di circa 80 unità nel corso del 2024.

 

Key data - Editoria

 20202021202220232024
Ricavi (mld €)3,734,024,264,144,05
Ebitda / Ricavi (%)8,711,615,512,513,4
Ebit / Ricavi (%)-5,43,67,63,75,6
Patrimonio netto / Passività complessive (%)38,033,944,142,043,6
Risultato esercizio / Patrimonio netto (%)-5,96,23,51,93,2
Investimenti / Ricavi (%)4,03,14,34,64,1
Cash flow / Ricavi (%)10,411,69,125,916,1
Addetti (Migliaia)13,2413,0412,8912,4012,48

 

[1]Il report si basa su informazioni contabili desumibili dai bilanci d’esercizio delle imprese e fornisce un insieme informativo che si differenzia da analoghe analisi condotte dalla stessa Autorità.

Una prima differenza riguarda la finalità degli approfondimenti proposti rispetto a quella di altre analisi condotte a fini regolamentari (ad esempio le “analisi di mercato”) ovvero nell’ambito della predisposizione della “Relazione Annuale” dell’Autorità.

In questo caso l’obiettivo principale è quello di fornire una rappresentazione sintetica dello «stato di salute» (reddituale, patrimoniale e occupazionale) dei settori. In altri termini, le risultanze del Focus sono ottenute sulla base dell’insieme delle attività svolte dai principali soggetti che operano nel settore in questione e non già sulla base della suddivisione di tali attività per ambito merceologico (ossia di mercato).

Pertanto, le evidenze quantitative che emergono non possono essere utilizzate per effettuare comparazioni con altre risultanze rese pubbliche dall’Autorità, laddove tali analisi, che si caratterizzano per un maggior livello di specificità tecnica delle informazioni richieste, assumono il ruolo di strumento metodologico ai fini di una corretta individuazione, dal punto di vista geografico e merceologico, dei mercati sottoposti alla disciplina regolamentare dell'Autorità.

In particolare, emergono almeno tre principali elementi da considerare:

  • la diversa numerosità campionaria;
  • la differente tempistica di rilevazione del dato;
  • la richiesta di informazioni extracontabili che caratterizza la maggior parte delle specifiche richieste di informazioni che l’Autorità rivolge alle imprese e che, quindi, non sempre sono riconducibili alle specifiche poste di bilancio previste dal codice civile.

[2] Nel Focus Bilanci 2020-2024, gli operatori Fastweb e Vodafone sono stati trattati come entità separate, poiché fino al 31 dicembre 2024 risultavano formalmente distinte. 

[3] La presente analisi comprende solo parzialmente la componente, progressivamente sempre più rilevante, rappresentata dai principali player presenti nell’offerta di servizi video in streaming. Fanno parte del campione, infatti sia Netflix Service Italy, la società di Netflix International BV che, a partire dal 2022, si occupa della distribuzione dell’accesso al servizio Netflix agli abbonati in Italia, sia Paramount Global Italia s.r.l. (già Viacom International Media Networks Italia s.r.l.), che a partire dal 2022 è sub-fornitrice in Italia del servizio di streaming a pagamento denominato «Paramount+». 

 


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