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La contabilità separata

Sul solco delle indicazioni contenute nella Comunicazione 2001/C 320/04 della Commissione Europea, il legislatore nazionale ha previsto l'obbligo per la concessionaria del servizio pubblico radiotelevisivo di tenere una contabilità separata finalizzata alla determinazione del costo di fornitura del servizio pubblico, al fine di garantire il rispetto dei principi di trasparenza e responsabilità connessi all'utilizzo del finanziamento pubblico (art. 47, Testo unico). La Rai deve, pertanto, predisporre il bilancio di esercizio annuale indicando in una contabilità separata i ricavi derivanti dal gettito del canone e gli oneri sostenuti per la fornitura del servizio pubblico secondo uno schema approvato dall'Autorità. L'Autorità, con delibera n. 102/05/CONS ha declinato i principi contabili enunciati dal legislatore in specifiche linee guida cui la concessionaria pubblica deve attenersi nell'attuazione del sistema di separazione contabile. Tale delibera prevede che l'attività aziendale sia articolata in tre distinti aggregati contabili, cioè l'aggregato di servizio pubblico, l'aggregato commerciale e l'aggregato di servizi tecnici. In dettaglio, all'aggregato di servizio pubblico vengono attribuite le voci dei costi e dei ricavi relative alle attività di produzione e programmazione riconducibili al servizio pubblico; all'aggregato commerciale le voci dei costi e dei ricavi relative alle attività di produzione, programmazione e vendita con finalità commerciali; all'aggregato di servizi tecnici le voci dei costi e dei ricavi relative alle attività strumentali di supporto e trasmissione finalizzate alla realizzazione, conservazione e messa in onda dei programmi. Ai sensi del comma 2 del l'art. 47 del TUSMAR, la contabilità separata è soggetta al controllo di una società di revisione scelta dall'Autorità. La Rai pubblica i dati contabili sul proprio sito web (www.rai.it - corporate governance).

Sul solco delle indicazioni contenute nella Comunicazione 2001/C 320/04 della Commissione Europea, il legislatore nazionale ha previsto l'obbligo per la concessionaria del servizio pubblico radiotelevisivo di tenere una contabilità separata finalizzata alla determinazione del costo di fornitura del servizio pubblico, al fine di garantire il rispetto dei principi di trasparenza e responsabilità connessi all'utilizzo del finanziamento pubblico (art. 47, Testo unico). La Rai deve, pertanto, predisporre il bilancio di esercizio annuale indicando in una contabilità separata i ricavi derivanti dal gettito del canone e gli oneri sostenuti per la fornitura del servizio pubblico secondo uno schema approvato dall'Autorità. L'Autorità, con delibera n. 102/05/CONS ha declinato i principi contabili enunciati dal legislatore in specifiche linee guida cui la concessionaria pubblica deve attenersi nell'attuazione del sistema di separazione contabile. Tale delibera prevede che l'attività aziendale sia articolata in tre distinti aggregati contabili, cioè l'aggregato di servizio pubblico, l'aggregato commerciale e l'aggregato di servizi tecnici. In dettaglio, all'aggregato di servizio pubblico vengono attribuite le voci dei costi e dei ricavi relative alle attività di produzione e programmazione riconducibili al servizio pubblico; all'aggregato commerciale le voci dei costi e dei ricavi relative alle attività di produzione, programmazione e vendita con finalità commerciali; all'aggregato di servizi tecnici le voci dei costi e dei ricavi relative alle attività strumentali di supporto e trasmissione finalizzate alla realizzazione, conservazione e messa in onda dei programmi. Ai sensi del comma 2 del l'art. 47 del TUSMAR, la contabilità separata è soggetta al controllo di una società di revisione scelta dall'Autorità. La Rai pubblica i dati contabili sul proprio sito web (www.rai.it - corporate governance).