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Hate speech- discorsi d’odio

Nel corso degli ultimi anni, l'Autorità ha registrato un crescente e preoccupante acuirsi, anche nelle trasmissioni televisive di approfondimento informativo e di infotainment delle principali emittenti nazionali, del ricorso ad espressioni di discriminazione nei confronti di categorie o gruppi di persone (target) in ragione del loro particolare status economico-sociale, della loro appartenenza etnica, del loro orientamento sessuale o del loro credo religioso.

Le espressioni d'odio si pongono in contrasto con i principi fondamentali di tutela della persona e del rispetto della dignità umana, oltre che del principio di non discriminazione. 

L'Autorità ha da sempre posto particolare attenzione al rispetto dei diritti fondamentali della persona nel settore delle comunicazioni e ha adottato il Regolamento recante disposizioni in materia di rispetto della dignità umana e del principio di non discriminazione di contrasto all'hate speech con delibera n. 157/19/CONS del 15 maggio 2019.

Inoltre, sempre nell'ambito dello svolgimento della propria funzione di garanzia dell'utenza e di contrasto ad ogni forma di discriminazione ha approvato le delibere n. 424/16/CONS del 16 settembre 2016, "Atto di indirizzo sul rispetto della dignità umana e del principio di non discriminazione nei programmi di informazione, di approfondimento informativo e di intrattenimento" e n. 442/17/CONS del 24 novembre 2017, "Raccomandazione sulla corretta sulla corretta rappresentazione dell'immagine della donna nei programmi di informazione e di intrattenimento"

Tra le disposizioni finalizzate a tutelare i diritti fondamentali della persona, il nuovo Testo Unico dei servizi di media audiovisivi (D.lgs n. 208/2021) ha introdotto l'art. 30 a norma del quale i servizi di media audiovisivi prestati dai fornitori di servizi media soggetti alla giurisdizione italiana non "devono contenere alcuna istigazione a commettere reati ovvero apologia degli stessi, in particolare: a) istigazione alla violenza o all'odio nei confronti di un gruppo di persone o un membro di un gruppo sulla base di uno dei motivi di cui all'articolo 21 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea o in violazione dell'art. 604 -bis del codice penale; b) alcuna pubblica provocazione a commettere reati di terrorismo di cui all'articolo 5 della direttiva (UE) 2017/541".

Il D.lgs n. 208/2021 ha inoltre rafforzato i poteri dell'Autorità dotandola di strumenti di intervento efficaci anche nei confronti di alcuni soggetti che operano nel mondo on line, quali i fornitori di piattaforme per la condivisione di video.

Nel corso degli ultimi anni, l'Autorità ha registrato un crescente e preoccupante acuirsi, anche nelle trasmissioni televisive di approfondimento informativo e di infotainment delle principali emittenti nazionali, del ricorso ad espressioni di discriminazione nei confronti di categorie o gruppi di persone (target) in ragione del loro particolare status economico-sociale, della loro appartenenza etnica, del loro orientamento sessuale o del loro credo religioso.

Le espressioni d'odio si pongono in contrasto con i principi fondamentali di tutela della persona e del rispetto della dignità umana, oltre che del principio di non discriminazione. 

L'Autorità ha da sempre posto particolare attenzione al rispetto dei diritti fondamentali della persona nel settore delle comunicazioni e ha adottato il Regolamento recante disposizioni in materia di rispetto della dignità umana e del principio di non discriminazione di contrasto all'hate speech con delibera n. 157/19/CONS del 15 maggio 2019.

Inoltre, sempre nell'ambito dello svolgimento della propria funzione di garanzia dell'utenza e di contrasto ad ogni forma di discriminazione ha approvato le delibere n. 424/16/CONS del 16 settembre 2016, "Atto di indirizzo sul rispetto della dignità umana e del principio di non discriminazione nei programmi di informazione, di approfondimento informativo e di intrattenimento" e n. 442/17/CONS del 24 novembre 2017, "Raccomandazione sulla corretta sulla corretta rappresentazione dell'immagine della donna nei programmi di informazione e di intrattenimento"

Tra le disposizioni finalizzate a tutelare i diritti fondamentali della persona, il nuovo Testo Unico dei servizi di media audiovisivi (D.lgs n. 208/2021) ha introdotto l'art. 30 a norma del quale i servizi di media audiovisivi prestati dai fornitori di servizi media soggetti alla giurisdizione italiana non "devono contenere alcuna istigazione a commettere reati ovvero apologia degli stessi, in particolare: a) istigazione alla violenza o all'odio nei confronti di un gruppo di persone o un membro di un gruppo sulla base di uno dei motivi di cui all'articolo 21 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea o in violazione dell'art. 604 -bis del codice penale; b) alcuna pubblica provocazione a commettere reati di terrorismo di cui all'articolo 5 della direttiva (UE) 2017/541".

Il D.lgs n. 208/2021 ha inoltre rafforzato i poteri dell'Autorità dotandola di strumenti di intervento efficaci anche nei confronti di alcuni soggetti che operano nel mondo on line, quali i fornitori di piattaforme per la condivisione di video.