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Hate speech- discorsi d’odio

Nel corso degli ultimi anni, l'Autorità ha registrato un crescente e preoccupante acuirsi, anche nelle trasmissioni televisive di approfondimento informativo e di infotainment delle principali emittenti nazionali, del ricorso ad espressioni di discriminazione nei confronti di categorie o gruppi di persone (target) in ragione del loro particolare status economico-sociale, della loro appartenenza etnica, del loro orientamento sessuale o del loro credo religioso.

Le espressioni d'odio si pongono in contrasto con i principi fondamentali di tutela della persona e del rispetto della dignità umana, oltre che del principio di non discriminazione. 

Il Regolamento recante disposizioni in materia di rispetto della dignità umana e del principio di non discriminazione di contrasto all'hate speech di cui alla delibera n. 157/19/CONS del 15 maggio 2019 rappresenta un primo passo per dare concreta attuazione ai principi fondamentali sanciti nell'art. 3 del Testo unico (dlgs. n. 177/05) e individuare un presidio regolamentare e sanzionatorio a quanto declinato nell'art. 32, comma 5, del medesimo decreto.

L'Autorità ha da sempre posto particolare attenzione al rispetto dei diritti fondamentali della persona nel settore delle comunicazioni, cercando attraverso la propria azione di assicurare una funzione di garanzia dell'utenza, contrastando ogni forma di discriminazione (delibere nn.  424/16/CONS del 16 settembre 2016, "Atto di indirizzo sul rispetto della dignità umana e del principio di non discriminazione nei programmi di informazione, di approfondimento informativo e di intrattenimento"; 442/17/CONS del 24 novembre 2017, "Raccomandazione sulla corretta sulla corretta rappresentazione dell'immagine della donna nei programmi di informazione e di intrattenimento"). 

L'ambito di azione dell'Autorità è determinato dalla legge, ma i poteri derivanti dalle normative vigenti sono però limitati.

Il nuovo regolamento mira a realizzare un contemperamento tra il rispetto del principio della libera manifestazione del pensiero e quello della tutela della dignità umana, principi di rango costituzionale. Nel rispetto della libertà editoriale di ogni emittente, il regolamento reca disposizioni volte a contrastare l'utilizzo delle espressioni dell'odio nei servizi media audiovisivi e stabilisce i principi cui devono adeguarsi i fornitori di servizi media audiovisivi e radiofonici in tema di rispetto della dignità umana e del principio di non discriminazione e contrasto all'istigazione alla violenza e all'odio nei confronti di gruppi di persone. In particolare, il regolamento disciplina le attività di accertamento, vigilanza e sanzioni dell'Autorità in materia di tutela della dignità umana e contrasto all'incitamento all'odio basato su appartenenza etnica, nazionalità, orientamento sessuale, credo religioso. 

Nelle more della trasposizione della nuova direttiva europea sui servizi media audiovisivi che estende alle piattaforme di condivisione di video online taluni obblighi in materia, nel regolamento è stato previsto che l'Autorità possa promuovere, mediante procedure di co-regolamentazione, l'adozione anche da parte dalle piattaforme di misure volte a contrastare la diffusione in rete, e in particolare sui social media, di contenuti in violazione dei principi sanciti a tutela della dignità umana e per la rimozione dei contenuti d'odio.

L'approvazione del regolamento è stata preceduta da una consultazione pubblica (delibera n. 25/19/CONS), alla quale hanno partecipato le associazioni di settore, rappresentanti della società civile e delle imprese. Un contributo fondamentale è derivato poi dalla collaborazione con l'Ordine dei Giornalisti che ha portato alla definizione di una procedura di confronto permanente sulle iniziative dell'Autorità.

 

Nel corso degli ultimi anni, l'Autorità ha registrato un crescente e preoccupante acuirsi, anche nelle trasmissioni televisive di approfondimento informativo e di infotainment delle principali emittenti nazionali, del ricorso ad espressioni di discriminazione nei confronti di categorie o gruppi di persone (target) in ragione del loro particolare status economico-sociale, della loro appartenenza etnica, del loro orientamento sessuale o del loro credo religioso.

Le espressioni d'odio si pongono in contrasto con i principi fondamentali di tutela della persona e del rispetto della dignità umana, oltre che del principio di non discriminazione. 

Il Regolamento recante disposizioni in materia di rispetto della dignità umana e del principio di non discriminazione di contrasto all'hate speech di cui alla delibera n. 157/19/CONS del 15 maggio 2019 rappresenta un primo passo per dare concreta attuazione ai principi fondamentali sanciti nell'art. 3 del Testo unico (dlgs. n. 177/05) e individuare un presidio regolamentare e sanzionatorio a quanto declinato nell'art. 32, comma 5, del medesimo decreto.

L'Autorità ha da sempre posto particolare attenzione al rispetto dei diritti fondamentali della persona nel settore delle comunicazioni, cercando attraverso la propria azione di assicurare una funzione di garanzia dell'utenza, contrastando ogni forma di discriminazione (delibere nn.  424/16/CONS del 16 settembre 2016, "Atto di indirizzo sul rispetto della dignità umana e del principio di non discriminazione nei programmi di informazione, di approfondimento informativo e di intrattenimento"; 442/17/CONS del 24 novembre 2017, "Raccomandazione sulla corretta sulla corretta rappresentazione dell'immagine della donna nei programmi di informazione e di intrattenimento"). 

L'ambito di azione dell'Autorità è determinato dalla legge, ma i poteri derivanti dalle normative vigenti sono però limitati.

Il nuovo regolamento mira a realizzare un contemperamento tra il rispetto del principio della libera manifestazione del pensiero e quello della tutela della dignità umana, principi di rango costituzionale. Nel rispetto della libertà editoriale di ogni emittente, il regolamento reca disposizioni volte a contrastare l'utilizzo delle espressioni dell'odio nei servizi media audiovisivi e stabilisce i principi cui devono adeguarsi i fornitori di servizi media audiovisivi e radiofonici in tema di rispetto della dignità umana e del principio di non discriminazione e contrasto all'istigazione alla violenza e all'odio nei confronti di gruppi di persone. In particolare, il regolamento disciplina le attività di accertamento, vigilanza e sanzioni dell'Autorità in materia di tutela della dignità umana e contrasto all'incitamento all'odio basato su appartenenza etnica, nazionalità, orientamento sessuale, credo religioso. 

Nelle more della trasposizione della nuova direttiva europea sui servizi media audiovisivi che estende alle piattaforme di condivisione di video online taluni obblighi in materia, nel regolamento è stato previsto che l'Autorità possa promuovere, mediante procedure di co-regolamentazione, l'adozione anche da parte dalle piattaforme di misure volte a contrastare la diffusione in rete, e in particolare sui social media, di contenuti in violazione dei principi sanciti a tutela della dignità umana e per la rimozione dei contenuti d'odio.

L'approvazione del regolamento è stata preceduta da una consultazione pubblica (delibera n. 25/19/CONS), alla quale hanno partecipato le associazioni di settore, rappresentanti della società civile e delle imprese. Un contributo fondamentale è derivato poi dalla collaborazione con l'Ordine dei Giornalisti che ha portato alla definizione di una procedura di confronto permanente sulle iniziative dell'Autorità.