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Frequenze radio e TV

La legge 31 luglio 1997, n. 249, attribuisce all'Autorità la competenza all'elaborazione ed all'approvazione dei Piani Nazionali di Assegnazione delle Frequenze (PNAF), nel rispetto del Piano Nazionale di Ripartizione delle Frequenze (PNRF), con esclusione delle bande attribuite in uso esclusivo al Ministero della Difesa (articolo 6, lett. a), comma 2).  In virtù di tale specifica competenza, nel periodo tra il 1998 ad oggi, sono stati adottati numerosi provvedimenti di pianificazione del servizio di radiodiffusione sonora e televisiva, in tecnica analogica e digitale.

L'attività di pianificazione è condotta secondo le procedure e i criteri dettati dalla citata legge n. 249/97 e dalle successive leggi 30 aprile 1998, n. 122, 14 gennaio 2000, n. 5, e 20 marzo 2001, n. 66, nonché da quanto stabilito dal decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177, recante "Testo unico dei servizi di media audiovisivi e radiofonici", come modificato dal decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 44. L'elaborazione dei piani è effettuata dall'Autorità, anche avvalendosi degli organi del Ministero dello sviluppo economico e sentite la concessionaria del servizio pubblico radiotelevisivo RAI, le associazioni a carattere nazionale delle emittenti e reti private e, all'occorrenza, le stesse emittenti. Sono, inoltre, sentite le Regioni, per i siti di ubicazione degli impianti.

Oggetto di pianificazione sono le bande di frequenze attribuite al servizio di radiodiffusione sonora e televisiva dal PNRF, approvato con decreto del Ministro dello sviluppo economico del 27 maggio 2015 (che sostituisce il precedente PNRF del 13 novembre 2008 e s.m.i.).

Fonte primaria del PNRF è il Regolamento internazionale delle radiocomunicazioni dell'Unione Internazionale delle Telecomunicazioni (ITU – International Telecommunication Union) dell'Organizzazione delle Nazioni Unite, che ha valore di trattato internazionale e carattere cogente per i Paesi membri. Il Regolamento è aggiornato dagli Atti Finali delle WRC (World Radiocommunication Conferences), convocate con cadenza di norma quadriennale. L'ultima Conferenza mondiale delle radiocomunicazioni si è tenuta a Ginevra dal 2 al 27 novembre 2015 (WRC-15). L'Autorità partecipa alle WRC, collaborando per gli aspetti di competenza con il Ministero delle comunicazioni.

Per la specifica attività di pianificazione del servizio di radiodiffusione in una determinata area, infine, l'ITU convoca Conferenze Regionali (RRC). Per la pianificazione del servizio di radiodiffusione nei Paesi identificati dall'ITU quali appartenenti alla Regione 1 (Paesi situati a ovest del meridiano 170°E e a nord del parallelo 40°S, con aggiunta della Repubblica Islamica dell'Iran), nei primi anni duemila si sono tenute a Ginevra due Conferenze Regionali:  nel 2004 (c.d. GE'04), per la definizione della parte normativa; nel 2006 (GE'06), per l'elaborazione dei piani tecnici relativi sia al servizio di radiodiffusione terrestre televisiva (DVB-T) sia al servizio di radiodiffusione sonora (T-DAB) in tecnica digitale. Sono state pianificate le frequenze nella banda 174-230 MHz (VHF-III) per la radiodiffusione sonora e televisiva e le frequenze della banda 470-862 MHz (UHF), per la sola radiodiffusione televisiva. Gli atti finali della conferenza GE'06 hanno segnato il superamento dei previgenti piani (l'Accordo di Stoccolma del 1961 per il servizio di radiodiffusione televisiva in tecnica analogica e gli accordi di Wiesbaden/Maastricht per il T-DAB), assicurando un'equa ripartizione delle risorse frequenziali disponibili tra tutte le nazioni coinvolte e destinando a ciascun Paese almeno 8 frequenze in banda UHF. L'attività di pianificazione prevede, peraltro, che sia coerentemente perseguito il coordinamento internazionale per l'armonizzazione dell'uso delle risorse spettrali tra i vari Paesi, attività di competenza del Ministero dello sviluppo economico, alla quale l'Autorità collabora.

La legge 31 luglio 1997, n. 249, attribuisce all'Autorità la competenza all'elaborazione ed all'approvazione dei Piani Nazionali di Assegnazione delle Frequenze (PNAF), nel rispetto del Piano Nazionale di Ripartizione delle Frequenze (PNRF), con esclusione delle bande attribuite in uso esclusivo al Ministero della Difesa (articolo 6, lett. a), comma 2).  In virtù di tale specifica competenza, nel periodo tra il 1998 ad oggi, sono stati adottati numerosi provvedimenti di pianificazione del servizio di radiodiffusione sonora e televisiva, in tecnica analogica e digitale.

L'attività di pianificazione è condotta secondo le procedure e i criteri dettati dalla citata legge n. 249/97 e dalle successive leggi 30 aprile 1998, n. 122, 14 gennaio 2000, n. 5, e 20 marzo 2001, n. 66, nonché da quanto stabilito dal decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177, recante "Testo unico dei servizi di media audiovisivi e radiofonici", come modificato dal decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 44. L'elaborazione dei piani è effettuata dall'Autorità, anche avvalendosi degli organi del Ministero dello sviluppo economico e sentite la concessionaria del servizio pubblico radiotelevisivo RAI, le associazioni a carattere nazionale delle emittenti e reti private e, all'occorrenza, le stesse emittenti. Sono, inoltre, sentite le Regioni, per i siti di ubicazione degli impianti.

Oggetto di pianificazione sono le bande di frequenze attribuite al servizio di radiodiffusione sonora e televisiva dal PNRF, approvato con decreto del Ministro dello sviluppo economico del 27 maggio 2015 (che sostituisce il precedente PNRF del 13 novembre 2008 e s.m.i.).

Fonte primaria del PNRF è il Regolamento internazionale delle radiocomunicazioni dell'Unione Internazionale delle Telecomunicazioni (ITU – International Telecommunication Union) dell'Organizzazione delle Nazioni Unite, che ha valore di trattato internazionale e carattere cogente per i Paesi membri. Il Regolamento è aggiornato dagli Atti Finali delle WRC (World Radiocommunication Conferences), convocate con cadenza di norma quadriennale. L'ultima Conferenza mondiale delle radiocomunicazioni si è tenuta a Ginevra dal 2 al 27 novembre 2015 (WRC-15). L'Autorità partecipa alle WRC, collaborando per gli aspetti di competenza con il Ministero delle comunicazioni.

Per la specifica attività di pianificazione del servizio di radiodiffusione in una determinata area, infine, l'ITU convoca Conferenze Regionali (RRC). Per la pianificazione del servizio di radiodiffusione nei Paesi identificati dall'ITU quali appartenenti alla Regione 1 (Paesi situati a ovest del meridiano 170°E e a nord del parallelo 40°S, con aggiunta della Repubblica Islamica dell'Iran), nei primi anni duemila si sono tenute a Ginevra due Conferenze Regionali:  nel 2004 (c.d. GE'04), per la definizione della parte normativa; nel 2006 (GE'06), per l'elaborazione dei piani tecnici relativi sia al servizio di radiodiffusione terrestre televisiva (DVB-T) sia al servizio di radiodiffusione sonora (T-DAB) in tecnica digitale. Sono state pianificate le frequenze nella banda 174-230 MHz (VHF-III) per la radiodiffusione sonora e televisiva e le frequenze della banda 470-862 MHz (UHF), per la sola radiodiffusione televisiva. Gli atti finali della conferenza GE'06 hanno segnato il superamento dei previgenti piani (l'Accordo di Stoccolma del 1961 per il servizio di radiodiffusione televisiva in tecnica analogica e gli accordi di Wiesbaden/Maastricht per il T-DAB), assicurando un'equa ripartizione delle risorse frequenziali disponibili tra tutte le nazioni coinvolte e destinando a ciascun Paese almeno 8 frequenze in banda UHF. L'attività di pianificazione prevede, peraltro, che sia coerentemente perseguito il coordinamento internazionale per l'armonizzazione dell'uso delle risorse spettrali tra i vari Paesi, attività di competenza del Ministero dello sviluppo economico, alla quale l'Autorità collabora.