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Divieto di pubblicità di giochi con vincite in denaro online

Al fine di garantire un più efficace contrasto del disturbo da gioco d'azzardo, l'articolo 9 del decreto-legge 12 luglio 2018, n. 87, recante "Disposizioni urgenti per la dignità dei lavoratori e delle imprese", convertito con modificazioni dalla legge 9 agosto 2018, n. 96 (cd Decreto dignità)  ha vietato "qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro nonché al gioco d'azzardo, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e i canali informatici, digitali e telematici, compresi i social media". 

Tale divieto è posto a "carico del committente, del proprietario del mezzo o del sito di diffusione o di destinazione e dell'organizzatore della manifestazione, evento o attività" (art. 9, comma 2).

La ratio del divieto ivi contenuto è da individuarsi nel contrasto alla ludopatia e nel rafforzamento della tutela del consumatore/giocatore, con particolare riferimento alle categorie vulnerabili (giocatori patologici, minori, anziani). 

L'Autorità con delibera n. 132/19/CONS ha adottato delle specifiche linee guida con l'obiettivo di coordinare le nuove previsioni del Decreto dignità con l'articolata disciplina di settore previgente, non incisa dall'intervento legislativo, e con i principi costituzionali e dell'Unione europea. Segnatamente, le Linee guida forniscono chiarimenti interpretativi in ordine agli ambiti di applicazione oggettivo, soggettivo e territoriale dell'art. 9. 

Infine, in data 24 luglio 2019, l'Autorità, ai sensi dell'articolo 1, comma 6, lett. c), n. 1) della legge 31 luglio 1997, n. 249, ha trasmesso al Governo italiano una puntuale segnalazione con lo scopo di rappresentare alcune criticità interpretative e problematiche applicative rilevate, anche alla luce degli esiti del processo di consultazione avviato dall'Autorità per una più efficace applicazione della norma.

Al fine di garantire un più efficace contrasto del disturbo da gioco d'azzardo, l'articolo 9 del decreto-legge 12 luglio 2018, n. 87, recante "Disposizioni urgenti per la dignità dei lavoratori e delle imprese", convertito con modificazioni dalla legge 9 agosto 2018, n. 96 (cd Decreto dignità)  ha vietato "qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro nonché al gioco d'azzardo, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e i canali informatici, digitali e telematici, compresi i social media". 

Tale divieto è posto a "carico del committente, del proprietario del mezzo o del sito di diffusione o di destinazione e dell'organizzatore della manifestazione, evento o attività" (art. 9, comma 2).

La ratio del divieto ivi contenuto è da individuarsi nel contrasto alla ludopatia e nel rafforzamento della tutela del consumatore/giocatore, con particolare riferimento alle categorie vulnerabili (giocatori patologici, minori, anziani). 

L'Autorità con delibera n. 132/19/CONS ha adottato delle specifiche linee guida con l'obiettivo di coordinare le nuove previsioni del Decreto dignità con l'articolata disciplina di settore previgente, non incisa dall'intervento legislativo, e con i principi costituzionali e dell'Unione europea. Segnatamente, le Linee guida forniscono chiarimenti interpretativi in ordine agli ambiti di applicazione oggettivo, soggettivo e territoriale dell'art. 9. 

Infine, in data 24 luglio 2019, l'Autorità, ai sensi dell'articolo 1, comma 6, lett. c), n. 1) della legge 31 luglio 1997, n. 249, ha trasmesso al Governo italiano una puntuale segnalazione con lo scopo di rappresentare alcune criticità interpretative e problematiche applicative rilevate, anche alla luce degli esiti del processo di consultazione avviato dall'Autorità per una più efficace applicazione della norma.