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Gestione delle risorse scarse

La gestione delle frequenze si articola in una pluralità di azioni svolte in diverse fasi e, come previsto dalla legislazione, con competenze per ciascuna fase attribuite all'Autorità o al Ministero dello Sviluppo Economico (MISE) – Dipartimento Comunicazioni.

In particolare, l'impiego delle frequenze in tempo di pace è primariamente disciplinato dal Piano nazionale di ripartizione delle frequenze (PNRF), norma di carattere generale che, in coerenza con quanto previsto in ambito internazionale dall'Unione Internazionale delle Telecomunicazioni (UIT), prevede la suddivisione dello spettro radioelettrico, fino a 400 GHz, in bande di frequenze, attribuendo ciascuna banda a determinati servizi ed utilizzatori. Il PNRF è adottato dal Ministero dello Sviluppo Economico (MISE), sentita l'Autorità.

Sono poi adottati in talune bande, tipicamente per i servizi di radiodiffusione e i servizi mobili, i  Piani di assegnazione delle frequenze, aventi lo scopo di assicurare lo sfruttamento efficiente dello spettro radioelettrico e regolare il mercato, stabilendo le modalità, anche tecniche, di assegnazione  delle frequenze sul territorio e le regole per il rilascio dei relativi diritti di uso.

L'adozione dei Piani di assegnazione è una competenza dell'Autorità.

L'assegnazione delle frequenze e il rilascio dei relativi diritti d'uso, sulla base del PNRF o dei Piani di assegnazione ove esistenti, nonché la vigilanza sulle utilizzazioni e l'eliminazione delle interferenze, sono competenze del MISE

La legge n. 249/97 ha affidato all'Autorità il compito di individuare, sentiti i soggetti interessati, i criteri di definizione del piano nazionale di numerazione delle reti e dei servizi di telecomunicazione, che devono ispirarsi a criteri di obiettività, trasparenza, non discriminazione, equità e tempestività.

Il Piano di numerazione ha un duplice scopo: gestire in modo efficiente la risorsa; consentire all'utenza di riconoscere la tipologia del servizio a cui accedono tramite i numeri. La risorsa "numerazione" è da considerarsi come risorsa "scarsa" e richiede, dunque, di essere gestita in base al Piano, sia in vista della lunghezza massima a cui sono soggetti i numeri telefonici (allo stato 11 cifre in Italia), sia perché un uso c.d. "non governato" delle numerazioni, potrebbe condurre all'esaurimento della stessa risorsa.

L'Autorità in particolare è responsabile per: i) la definizione del Piano di numerazione per i servizi di comunicazione elettronica (individuazione delle risorse di numerazione utilizzabili, definizione delle caratteristiche ed associazione tra numeri e servizi); ii) la definizione delle regole generali per l'utilizzo dei numeri; iii) la definizione delle regole generali per il rilascio dei diritti d'uso per i numeri; iv) la vigilanza sul rispetto del Piano.

Sono invece affidati al Ministero dello sviluppo economico- Dipartimento comunicazioni, i compiti relativi all'assegnazione dei diritti d'uso per i numeri in accordo al Piano, la gestione del Data-base dei numeri assegnati e la vigilanza sul corretto uso dei numeri in relazione ai servizi cui sono destinati.

La gestione delle frequenze si articola in una pluralità di azioni svolte in diverse fasi e, come previsto dalla legislazione, con competenze per ciascuna fase attribuite all'Autorità o al Ministero dello Sviluppo Economico (MISE) – Dipartimento Comunicazioni.

In particolare, l'impiego delle frequenze in tempo di pace è primariamente disciplinato dal Piano nazionale di ripartizione delle frequenze (PNRF), norma di carattere generale che, in coerenza con quanto previsto in ambito internazionale dall'Unione Internazionale delle Telecomunicazioni (UIT), prevede la suddivisione dello spettro radioelettrico, fino a 400 GHz, in bande di frequenze, attribuendo ciascuna banda a determinati servizi ed utilizzatori. Il PNRF è adottato dal Ministero dello Sviluppo Economico (MISE), sentita l'Autorità.

Sono poi adottati in talune bande, tipicamente per i servizi di radiodiffusione e i servizi mobili, i  Piani di assegnazione delle frequenze, aventi lo scopo di assicurare lo sfruttamento efficiente dello spettro radioelettrico e regolare il mercato, stabilendo le modalità, anche tecniche, di assegnazione  delle frequenze sul territorio e le regole per il rilascio dei relativi diritti di uso.

L'adozione dei Piani di assegnazione è una competenza dell'Autorità.

L'assegnazione delle frequenze e il rilascio dei relativi diritti d'uso, sulla base del PNRF o dei Piani di assegnazione ove esistenti, nonché la vigilanza sulle utilizzazioni e l'eliminazione delle interferenze, sono competenze del MISE

La legge n. 249/97 ha affidato all'Autorità il compito di individuare, sentiti i soggetti interessati, i criteri di definizione del piano nazionale di numerazione delle reti e dei servizi di telecomunicazione, che devono ispirarsi a criteri di obiettività, trasparenza, non discriminazione, equità e tempestività.

Il Piano di numerazione ha un duplice scopo: gestire in modo efficiente la risorsa; consentire all'utenza di riconoscere la tipologia del servizio a cui accedono tramite i numeri. La risorsa "numerazione" è da considerarsi come risorsa "scarsa" e richiede, dunque, di essere gestita in base al Piano, sia in vista della lunghezza massima a cui sono soggetti i numeri telefonici (allo stato 11 cifre in Italia), sia perché un uso c.d. "non governato" delle numerazioni, potrebbe condurre all'esaurimento della stessa risorsa.

L'Autorità in particolare è responsabile per: i) la definizione del Piano di numerazione per i servizi di comunicazione elettronica (individuazione delle risorse di numerazione utilizzabili, definizione delle caratteristiche ed associazione tra numeri e servizi); ii) la definizione delle regole generali per l'utilizzo dei numeri; iii) la definizione delle regole generali per il rilascio dei diritti d'uso per i numeri; iv) la vigilanza sul rispetto del Piano.

Sono invece affidati al Ministero dello sviluppo economico- Dipartimento comunicazioni, i compiti relativi all'assegnazione dei diritti d'uso per i numeri in accordo al Piano, la gestione del Data-base dei numeri assegnati e la vigilanza sul corretto uso dei numeri in relazione ai servizi cui sono destinati.