|
Comunicato stampa
Il Consiglio dell’Autorità per le garanzie nelle
comunicazioni, presieduto da Corrado Calabrò, relatori Nicola
D’Angelo e Stefano Mannoni, ha avviato oggi una consultazione
pubblica in materia di separazione funzionale della rete di accesso
di Telecom Italia e di politica regolamentare delle reti di nuova
generazione.
Nei prossimi sessanta giorni, la consultazione consentirà di
acquisire le osservazioni e i commenti degli operatori, dei consumatori
e di tutti i soggetti interessati, con particolare riferimento
alle caratteristiche strutturali del mercato, all’evoluzione
tecnologica delle reti e dei servizi, nonché allo sviluppo
prospettico delle relative dinamiche concorrenziali e regolamentari.
Obiettivo della consultazione è una valutazione strategica
delle opzioni regolamentari relative alla dinamica evolutiva della
rete pubblica fissa di telecomunicazioni nella sua componente di
accesso ai clienti finali.
Il processo di convergenza in atto delle reti e dei servizi rende
meno accentuate le differenze fra le varie reti, fisse e mobili.
Pur tuttavia, l’Autorità ritiene che, nonostante i
rilevanti risultati concorrenziali ottenuti grazie agli attuali
strumenti regolamentari (fra tutti l’unbundling), vi siano
ancora alcune importanti specificità della rete fissa, particolarmente
nel segmento dell’accesso, che richiedono un’analisi
di sistema con riguardo ai profili di natura tecnica, economica,
concorrenziale e regolamentare.
La finalità di risolvere tali criticità ha condotto
l’Autorità a porre da tempo sul tappeto la questione
di un intervento strutturale e speciale già in occasione
della Relazione annuale del luglio 2006, rivolgendo in tal senso
un invito a Telecom Italia. Successivamente, a fine settembre 2006,
e sempre nella stessa prospettiva, è stata avviata la Task
Force incaricata di affrontare -anche in contraddittorio con Telecom
Italia - le questioni tecniche, di mercato e concorrenziali.
Indicazioni circa il carattere strutturale del problema delle
alterazioni concorrenziali connesse alla rete fissa d’accesso
provengono inoltre dai molteplici interventi di questa Autorità,
volti a risolvere i crescenti casi di contenzioso tra operatori
alternativi e Telecom Italia, nonché dalle istruttorie avviate
e concluse a questo riguardo dall’Autorità garante
della concorrenza e del mercato e dall’intervento sempre
più frequente dei Tribunali ordinari.
La connotazione di collo di bottiglia della rete di accesso si
accentua con il passaggio alle Next Generation Access Network (NGAN),
con il rischio che si assista – progressivamente – ad
una riconcentrazione del mercato finale, ossia ad una ulteriore
restrizione del limitato grado di concorrenza finora garantito
dalla regolamentazione di una rete aperta. D’altra parte,
la necessità di evolvere verso le NGAN investe tutti gli
operatori di rete fissa, in tutti i Paesi europei (e non solo),
derivando dall’esigenza di un mutamento dei modelli di business,
connessi ai processi di integrazione: sia tra reti/servizi fissi
e mobili, sia tra telecomunicazioni ed audiovisivo.
Il passaggio alle reti di nuova generazione comporta quindi ulteriori
sfide ed interrogativi sul percorso evolutivo che scandirà le
prossime tappe del processo regolamentare. Da un lato, si pone
il problema di un approccio regolatorio che non sia di ostacolo,
bensì di stimolo agli investimenti nelle reti di accesso
di nuova generazione. Dall’altro lato, l’esigenza di
garantire l’effettiva non discriminazione e parità di
trattamento fra tutti gli operatori viene accentuata, a causa dell’emergere
di servizi convergenti ed integrati (secondo modelli c.d. triple
play e quadruple play), che fondano la loro convenienza nelle economie
di scopo raggiungibili dalla combinazione delle diverse componenti
dell’offerta.
Sulla base di queste considerazioni, l’Autorità ha
quindi avviato una riflessione sulla strategia regolamentare più efficace
per garantire una effettiva e stabile competizione nei mercati
della rete fissa, alla vigilia dell’avvio della seconda tornata
delle analisi di mercato che dovranno confermare ovvero mutare
gli obblighi regolamentari vigenti in capo all’operatore
dotato di significativo potere di mercato.
In primo luogo, tale riflessione riguarda le valutazioni sull’efficacia
degli attuali rimedi regolamentari nel garantire l’effettiva
parità di trattamento interna-esterna, il mantenimento e
lo sviluppo di un mercato concorrenziale, crescenti benefici per
i consumatori, in termini di maggior gamma e qualità dei
servizi offerti, e di minori prezzi.
In questo senso, l’Autorità sta considerando in questa
consultazione l’opportunità di procedere ulteriormente
sul percorso di garanzia della parità di trattamento interna-esterna
e di separazione amministrativa delle attività di rete di
Telecom Italia, già tracciato a partire dal 2002 con la
delibera 152/02/CONS, promovendo una piena separazione funzionale
della rete fissa di accesso, attraverso la formazione di una apposita
divisione separata (business unit).
La consultazione prevede 13 misure a garanzia dell’indipendenza
gestionale delle attività di rete, attraverso appropriate
regole di governance e di autonoma incentivazione del management.
In particolare, appare appropriato che la ipotizzabile divisione
appositamente dedicata alla funzione separata sia dotata di ampi
poteri autonomi rispetto alle altre funzioni aziendali. Nella consultazione
vengono anche tratteggiati i vantaggi e i motivi di riflessione
circa una separazione più incisiva (societaria), con la
precisazione, peraltro, che tale forma di separazione esorbita
dal piano regolamentare ricadendo nella sfera delle autonome determinazioni
dell’azienda.
In secondo luogo, l’Autorità ritiene necessario valutare
quali novità introdurre sul piano regolamentare, nell’ottica
della promozione dello sviluppo delle reti di nuova generazione
(NGAN) in un ambiente concorrenziale. L’Autorità intende
definire un quadro regolamentare che incentivi le imprese all’effettuazione
dei necessari investimenti infrastrutturali (eventualmente anche
condivisi) ed, al contempo, garantisca il conseguimento dell’obiettivo
della realizzazione di un contesto durevolmente concorrenziale,
dando certezza giuridica agli operatori.
La valutazione dell’impatto delle nuove tecnologie ha delle
ricadute sugli strumenti eventualmente utilizzabili dall’Autorità;
questi riguardano l’accesso ad opere civili difficilmente
replicabili (i cavidotti e le palificazioni), la fornitura del
sub loop unbundling (ossia di un livello più infrastrutturato
di unbundling), l’offerta della fibra ottica o del doppino
a partire dalla centrale locale, la fornitura di servizi a larga
banda all’ingrosso (il cd. bitstream), e la fornitura di
servizi di backhauling (ossia di connessione degli armadi di distribuzione
alla centrale locale).
Oggi, alla luce del cammino già compiuto e delle precedenti
valutazioni, l’Autorità, con l’avvio della consultazione
pubblica, intende intraprendere e portare a termine entro la fine
dell’anno il nuovo percorso regolamentare.
Al termine del Consiglio il Presidente Calabrò ha dichiarato "Con
questo documento l’Italia si conferma uno dei Paesi più avanzati
in Europa nella definizione di regole che favoriscano al tempo
stesso la concorrenza e gli investimenti. Questo avanzato percorso
regolatorio, perseguito con l’applicazione di criteri comunitari,
mira a tenere il passo con l’evoluzione tecnologica del settore,
verificando nel contempo la vantaggiosità per l’Italia
di un sistema di netta separazione funzionale della rete fissa
che garantisca a tutti gli operatori telefonici parità d’accesso
in condizioni di assoluta trasparenza. Ci auguriamo un’ampia
e qualificata partecipazione alla consultazione che possa permettere
di valutare appieno le implicazioni delle scelte che l’Autorità dovrà compiere".
Roma, 2 maggio 2007
Sul sito web www.agcom.it sono
disponibili la Delibera di avvio della consultazione pubblica,
il documento messo a consultazione e l’allegato sugli scenari
regolamentari relativi alla rete d’accesso e alle prospettive
delle reti di nuova generazione. |